Maretta a sinistra: la giunta respinge la delibera sui Lsu

Due volte proposta, due volte respinta. Anche martedì scorso fumata nera in giunta per la deliberazione proposta dall’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi. Un documento che conteneva «misure per la stabilizzazione occupazionale dei Lsu da parte di Enti Indipendenti e collegati della Regione Lazio, nonché da parte degli enti locali del Lazio». In altri termini, con la delibera la Tibaldi sperava di poter incentivare enti locali e enti strumentali della Pisana ad assumere entro il 2006 i 4000 lavoratori socialmente utili rimasti a livello regionale. Ma il niet al provvedimento non è andato giù ai diretti interessati, che hanno deciso di incrociare le braccia il prossimo 21 ottobre. «Siamo di fronte all’ennesimo stop - hanno ricordato in una nota diffusa ieri i SinCobas - a opera dell’amministrazione guidata da Marrazzo, alle aspettative dei lavoratori che da 10 anni svolgono supplenza, gratis, all’organico mancante degli enti». La delibera della Tibaldi, secondo i sindacati di base, rendeva «più stringenti» e «operativi» gli strumenti per il riassorbimento dei Lsu. «Ma la giunta Marrazzo - prosegue la nota - ha deciso di bloccare questo percorso sin dal suo avvio, da questa pur parziale misura. A questo punto, per il SinCobas i Lsu non potranno che tornare alle mobilitazioni e alla lotta, a partire dallo sciopero generale del 21 ottobre».
«Ormai la maggioranza regionale litiga su tutto», commenta il capogruppo in Regione della Lista Storace, Fabio Desideri, ricordando che «le posizioni di Di Carlo sui rifiuti, sui lavoratori socialmente utili e su tanti altri temi» sono la prova di «una forte spaccatura dell’Ulivo nel Lazio. Di Carlo eviti di tentare di ricondurre le difficoltà della maggioranza buttandola come si dice a Roma «in caciara», attribuendo al centrodestra responsabilità e comportamenti che non fanno parte della sua storia e cultura. Rifletta ancora sui notevoli problemi della coalizione cui appartiene e, se può, trovi le soluzioni che i cittadini attendono». Ed è polemico anche Franco Fiorito, consigliere regionale di An e componente della Commissione lavoro, che chiede di interessare il consiglio della vicenda Lsu. «Questioni così importanti - spiega - non possono essere risolte con un colpo di mano come intende fare la giunta Marrazzo». «La polemica su questa materia - conclude Fiorito - è di scarsissimo livello: chi vive nel precariato non può essere usato come merce di scambio per beghe interne al centrosinistra, come dimostra la convocazione chiesta dalla Margherita per lunedì prossimo con tutte le forze di maggioranza».