«Margherita e Udeur, venite nel centrodestra»

«Nella prossima legislatura nella Cdl intendo introdurre il voto a maggioranza»

Adalberto Signore

da Roma

Mentre l’Aula della Camera va avanti a scontrarsi sulla riforma elettorale a suon di voti segreti, Silvio Berlusconi continua a spargere ottimismo sulla tenuta della maggioranza. Da quando martedì la Casa delle libertà ha votato compatta contro le due pregiudiziali di costituzionalità poste dall’Unione, l’umore del premier è andato via via migliorando. Al punto che pure la storta rimediata alla caviglia, a neanche ventiquattr’ore di distanza dall’incidente in Aula, sembra non dargli più alcun fastidio. Così, arrivato poco dopo le dieci a Montecitorio, il presidente del Consiglio ribadisce che «all’interno della coalizione c’è accordo su tutti i temi importanti», ipotizza l’approvazione di tutte le leggi all’esame delle Camere entro la fine della legislatura («vogliamo portare a termine quasi il 100 per cento del programma di governo, cosa che sono sicuro riusciremo a realizzare») e tende una mano ai centristi dell’Unione («troverei interessante» che Margherita e Udeur «venissero nel centrodestra»). Il premier entra anche nella querelle sul voto segreto innescata dalle dichiarazioni del ministro delle Riforme Roberto Calderoli e ai giornalisti che gli chiedono se ci siano problemi risponde sibillino: «No, mi pare sia tutto a posto».
Dal Transatlantico Berlusconi si trasferisce a Villa Lubin per partecipare alla cerimonia di insediamento del nuovo Cnel insieme a Carlo Azeglio Ciampi. E da qui lancia una stoccata all’opposizione: «Ci sono molti interventi per ritardare i lavori e le votazioni da parte della sinistra. Non ho colto una sola ragione che non sia faziosa e pretestuosa, quindi andiamo avanti sereni per una modifica del sistema elettorale che rappresenti veramente la volontà dei cittadini e che non si presti a cambiamenti del voto in sede di scrutinio e possa garantire, attraverso il premio di governabilità, la stabilità di governo del Paese». Il tempo di assistere alla cerimonia e il premier è di nuovo davanti all’ingresso dell’Aula della Camera per continuare a seguire i lavori che vanno avanti spediti, un voto segreto dopo l’altro. Ed è prima di entrare nell’emiciclo che Berlusconi esclude uno «slittamento delle elezioni a maggio» perché poi ci deve essere il tempo per lo svolgimento del voto amministrativo che non deve arrivare a giugno visto che «molte famiglie italiane con la fine delle scuole portano i figli in vacanza». «Il tema - ribadisce il premier - non è mai nemmeno arrivato sul tavolo come elemento di discussione». E a chi gli chiede un pronostico sull’esito delle politiche, Berlusconi affida una risposta «ottimista»: «Dal 1946 ad oggi gli italiani non hanno mai dato la maggioranza alla sinistra e ai loro protagonisti che provengono da una tradizione comunista. Anche nel 1996, senza la Lega, abbiamo avuto 350mila voti in più». Ottimismo che confermerà qualche ora più tardi al termine di un incontro bilaterale a Palazzo Chigi con il premier della Romania Calin Popescu Tariceanu. Durante la conferenza stampa, infatti, Berlusconi rivendica il ruolo svolto dall’Italia: «Dopo il primo gennaio del 2007 presenterò al premier romeno una parcella professionale come avvocato difensore dell’ingresso del suo Paese in Europa. Come minimo - scherza - mi dovrà presentare una bella ragazza del suo Paese...». E a un cronista che gli chiede se sarà Prodi a presentare la parcella al suo posto, replica pronto: «Questa parcella posso incassarla anche da privato, ma non sarà da privato...». In prospettiva 2006, poi, Berlusconi torna su un punto che gli è sempre stato a cuore e annuncia che nella prossima coalizione di centrodestra ci sarà il voto a maggioranza. «Nel maggioritario - spiega - non c’è una regola che io ritengo fondamentale in democrazia e che quindi intendo inserire nella prossima coalizione. Si vota su ogni decisione, con una maggioranza qualificata e una minoranza che si adegua. Questa regola sarà scritta in un accordo tra i partiti che accederanno alla coalizione». Prudente, invece, su un’eventuale modifica alla legge sulla par condicio dopo il via libera al proporzionale: «Per ora non è stata discussa con gli alleati. Non lo escludo, ma non lo posso confermare».
Infine l’inattesa apertura ai centristi dell’Unione. «Troverei interessante», dice Berlusconi, che Udeur e Margherita «venissero nel centrodestra». «Per la verità - spiega - non capisco cosa c’è che ci distanzia come valori e come principi. Forse noi siamo più coerenti, loro stanno di là con coloro che li hanno affossati, che hanno praticato teorie molto diverse, che hanno un’ideologia che fa a pugni con la loro ideologia di base». «Ancora mi stupisco - insiste - che ci possano essere queste appartenenze a una sinistra così composita, dove ci sono dei partiti che agitano orgogliosamente il vessillo comunista e partiti che si definiscono cattolici».