La Margherita fa appassire il sindaco azzurro di Ceriale

da Ceriale

La giunta di Ceriale guidata dal sindaco Piero Revetria di Forza Italia, eletto in una lista civica comprendente anche An, Udc e la Margherita, poi dissociatasi, è caduta ieri mattina. Ma la causa qual è? «Le tensioni nate in seguito al Puc non costituiscono il motivo reale della crisi, perché è ancora in fase di discussione, ma solo un pretesto da parte dell'opposizione composta da Ds, Lega Nord, Movimento progressista e la Margherita, a cui s'è aggiunto il voto dell'assessore Nervo dell'Udc» dichiara l'ormai ex vice sindaco, Eugenio Meineri di An. Gli fa eco Revetria: «L'opposizione aveva già esercitato pressioni politiche, perché contraria soprattutto alle posizioni che noi avevamo assunto sul depuratore, per tutelare l'interesse di Ceriale. L'atteggiamento più irresponsabile è però quello dell'ex assessore al Bilancio Pier Carlo Nervo, il quale sa benissimo che un programma come quello sottoscritto può essere realizzato solo da una giunta che ha un potere politico e non da un commissario. Nervo non ha mai manifestato contrarietà al programma della giunta di cui ha fatto parte fino a ieri: il suo atteggiamento è incomprensibile».
Secondo gli otto consiglieri di minoranza (Marilena Costa, Roberto Bartolozzi, Giancarlo Bertolotto, Claudio Fiorito, Michele Lenzi, Giancarlo Roatta, Luigi Romano e Adriano Viano) responsabili della caduta della giunta, Meineri, durante la precedente seduta del consiglio, avrebbe usato termini offensivi nei loro riguardi, discutendo del piano regolatore, per cui, questi hanno abbandonato la sala consiliare in segno di protesta. «Mi sono limitato a far notare l'incapacità di fare opposizione da parte di chi non discute di problemi concreti - si discolpa -. Questo non può essere un motivo di crisi. Il nostro errore politico è stato quello di formare una lista civica anche con la Margherita, perché con le forze di centro-sinistra non è possibile governare».