Margherita furiosa: invasione di campo

I dl difendono Gentiloni, responsabile delle Comunicazioni. Della Vedova (Fi): l’esecutivo non interferisca con il mercato

da Roma

La quota fissa dei telefonini complica il conclave di Caserta. Proprio mentre tutti gli sforzi si stavano concentrando sulla pacificazione tra le varie anime della maggioranza, Pier Luigi Bersani ha annunciato lo stop del governo ai costi fissi dei cellulari. Un’invasione di campo non solo rispetto alle competenze delle Authority, ma anche uno sgarbo politico che ha rischiato di complicare di nuovo i rapporti tra Ds e Margherita. Il responsabile dello Sviluppo economico ha invaso il campo di un altro ministro, il responsabile delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Per di più su un tema popolare come i costi di ricarica dei cellulari. Le dichiarazioni provenienti dal partito di Francesco Rutelli potrebbero essere interpretate in questo senso, come quella del responsabile riforme Riccardo Villari, che ieri ha ricordato come la primogenitura dell’idea di eliminare il «costo improprio» non sia della Quercia e ha paventato il rischio che un’iniziativa legislativa possa complicare il raggiungimento dell’obiettivo invece di facilitarlo.
Tesi peraltro condivisa da uno schieramento trasversale e non per ragioni politiche. La proposta di Bersani è giusta, ha premesso il vicecapogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota riferendosi a una «drastica revisione della tassazione dei meccanismi di ricarica dei cellulari da parte dei gestori della telefonia mobile». Anche se, ha ricordato l’esponente del Carroccio, «è ovvio comunque che un simile intervento nel libero mercato non possa venire direttamente dal governo, ma semmai dalle Authority, che dovrebbero finalmente farsi sentire».
«Il costo di ricarica per i cellulari - ha aggiunto il leader dei Riformatori liberali e deputato di Forza Italia Benedetto della Vedova - non piace a nessuno e l’auspicio di una sua cancellazione espresso dal ministro Bersani è del tutto condivisibile. Un provvedimento governativo in tal senso, però, creerebbe un precedente pericoloso di interferenza dell’esecutivo sul libero mercato».
Adesione senza condizioni all’idea di Bersani da parte dei Ds. «Ai cittadini sarà resa giustizia quanto prima di un inutile e iniquo balzello quale è il costo fisso di ricarica» dei cellulari, ha assicurato il presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni di Montecitorio Michele Meta. Quella annunciata da Bersani è una decisione che «va incontro alle aspettative e agli interessi di milioni di italiani», ha aggiunto Andrea Martella, responsabile nazionale Ds per le Attività produttive. Ma a muoversi, ha riconosciuto anche l’esponente della Quercia, non dovrà essere il dicastero di Bersani. Almeno all’inizio. «C’è da augurarsi - è l’auspicio di Martella - che l’Autorità per le comunicazioni intervenga al più presto risolvendo questa questione, o dovrà essere il Parlamento a farlo».