La Margherita non protesta più

Se non altro per mostrare i muscoli ai loro futuri compagni, ieri si sono presentati numerosi di primo mattino in Regione per stare al fianco del segretario provinciale margherito Giovanni Paladino. Il gruppo dei rutelliani, dopo ore concitate, nottate in bianco, strepiti e minacce rientrano in extremis nel gran calderone del futuro Partito Democratico. «Siamo in 140 amministratori di tutta la Regione» sottolineano per ribadire la forza numerica ed elettorale.
A 48 ore dall'ultimatum per la consegna delle liste per le tanto osannate primarie lo strappo: una lettera a Veltroni inequivocabile. «O rifanno le nomine o è crisi» il messaggio. Ma ieri, a liste semi invariate erano nuovamente in gruppo: «Facciamo un passo indietro per il bene del Paese e del partito» spiega il segretario provinciale. E lo strappo è stato «solo per il metodo delle nomine e non per la richiesta di poltrone».