La Margherita: occhio a Forza Italia «Ha milioni di voti, non è sconfitta»

Il quotidiano «Europa»: un partito con il 20% non va preso sottogamba

da Roma

Forza Italia è «un non partito», «un non luogo della politica». Di più, è «il buco nero del sistema», «la palla al piede del centrodestra». A cui i sondaggi, però, accreditano «tra i sei e i sette milioni di italiani», più o meno un elettore su cinque. Insomma, un «partito inutile» ma al 20 per cento. Come dire, attenti a sottovalutare Forza Italia.
Un altolà, questo, che - guarda un po’ - non arriva da Arcore o da via del Plebiscito. Ma dalla prima pagina di Europa, quotidiano della Margherita. Che sì, critica duramente Silvio Berlusconi, il cui carisma «declina senza speranze di ripresa e senza offrire alternative agli alleati». Ma lancia pure un allarme a tutti coloro - «alleati, avversari, commentatori e analisti» - che «trattano il partito azzurro come fosse già materiale d’archivio». Secondo il quotidiano diretto da Stefano Menichini - che ieri all’argomento ha dedicato un editoriale su sfondo grigio - ci sarebbe infatti «un problemino». Quale? Che «di questa inesistenza/inutilità di Forza Italia rimangono da convincere tra i sei e i sette milioni di italiani, più o meno un elettore su cinque». Insomma, «quel 20 per cento scarso che i sondaggi, imperterriti come Sandro Bondi, continuano anche in questa ripresa ad assegnare al Grande Buco Nero della politica italiana».
Conclusioni: «Si può comprendere l’amarezza di Berlusconi per il fatto che sulla scena conti di più il virtualissimo 6 per cento di Follini del suo concretissimo 19-20 per cento». E quindi la stoccata all’Udc: «Un altro caso (dopo quello di Bertinotti) di proporzionalisti che in attesa della Terra promessa approfittano alla grande del maggioritario». E infine l’altolà all’Unione e al presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, perché «questo è un problema anche per il centrosinistra, a volte incantato dall’ardimento di Casini».
Insomma, «il blocco berlusconiano si è eroso quel tanto che basta a far perdere la Cdl, ma non abbastanza da consegnare all’Unione» un’«ampia maggioranza». Con il rischio che quella del centrosinistra sia «una fugace apparizione nei Palazzi». Interessi di bottega a parte - alla Margherita non fa certo piacere il movimentismo dell’Udc in cerca di voti nel suo stesso bacino elettorale - secondo Europa «il tema delle politiche di centro così inquadrato può forse risultare più convincente e disturbare un po’ meno le sensibilità unioniste». E chi lo sa, magari proprio quelle della Margherita.