La Margherita: «Pronti a confrontarci»

Che tra i due esista un feeling politico particolare, non lo scopriamo ora. Ma quella volontà di «spargliare le carte» negli schieramenti politici, annunciata ieri da Formigoni, ha avvicinato forse un pochino di più la Margherita lombarda e il governatore. «Nelle parole del presidente Formigoni mi pare di cogliere segnali di novità importanti e interessanti su cui confrontarci» è stato il commento del capogruppo regionale Guido Galperti, il quale - di fatto - apre una porta al centrodestra. Quantomeno, si rende disponibile ad andare a vedere le carte dell’attuale avversario politico per, chissà, un percorso comune in un futuro non lontano. Del resto, la ricerca di un dialogo coi cattolici dell’Unione è da tempo uno degli obbiettivi di Formigoni, quanto mai deciso a coinvolgerli in quel progetto di Partito Popolare su cui sta già lavorando. Un Formigoni che, per qualcuno del gruppo azzurro regionale, deve «essere convocato in nazionale», perchè secondo il consigliere Angelo Giammario «ha dimostrato di fare goal. Quindi, dopo aver governato bene per 11 anni la più importante regione d’Italia, non è più tempo per lui di fare panchina ma di giocare in prima squadra, essendo ormai un leader nazionale». E che sia una «risorsa importante per tutti i lombardi» lo confermano, secondo la coordinatrice lombarda di Fi Mariastella Gelmini, «le oltre 400 mail arrivate al nostro sito per chiedere che resti a guidare la Regione». Mail a cui si affiancano i 18mila voti on-line e le 25mila firme raccolte pure dalla consigliera Silvia Ferretto di An. A chiedergli, polemicamente, di restare in Regione sono pure Rifondazione e Verdi, mentre i Ds definiscono il referendum formigoniano «ridicolo». «Ai verdi - è la replica del capogruppo Fi Boscagli - più che poltrone serve il lettino dello psicanalista».