Margherita, tutti contro tutti

Tre candidati su sei prendono le distanze dal conclave che deve ufficializzare i nomi

Crisi pre-elettorale nella Margherita? I segnali ci sono tutti dopo che lo schieramento si è presento dimezzato al conclave che doveva dare l’indicazione del candidato alla presidenza della Provincia per le primarie dell’Unione. Fra i sei aspiranti della vigilia, tre hanno annunciato la presa di distanza dalla riunione: Gino Ambrosini, Luciano Faraguti e Marcello Schiaffino hanno posizioni diverse e non riconoscono «alcuna valenza decisionale all’incontro del partito». Per questo i tre esponenti non hanno presentato la candidatura nel contesto dell’assemblea, scegliendo la via diretta delle primarie. Per loro il conclave spezzino è «non completamente rappresentativo del partito vista l’esclusione dalle consultazioni della base». Per questo hanno già iniziato le operazioni di raccolta firme per entrare nella griglia di partenza. Al vaglio dell’assemblea si sono presentati solo Marino Fiasella, Maurizio Lipilini e Sabrina D’Arenzo. Scontata la preferenza sul primo dei tre. Confermato invece Maurizio Graziano candidato per Rifondazione alle primarie per la presidenza della Provincia. Proprio lui con la bagarre interna alla Margherita potrebbe trovare punti in più verso la nomina formale.
Sul fronte Comune il gioco resta aperto su due nomi, Gianluigi Burrafato per il centrodestra (resta solo da decidere se con una lista unica o con più liste di sostegno) e Massimo Federici per il centrosinistra, anche se resta in ballo la candidatura ambientalista di Ferdinando Giorgieri che «sfiderà» Federici in una primaria dall’esito scontato. Il 17 gennaio si chiude la raccolta firme per le primarie. Gli altri candidati a sindaco, già in piena campagna elettorale, sono Arturo Fortunati (lista civica di sinistra), Bryan Herdocia (altra lista civica) e Nicola Franzoni (estrema destra).