Via Margutta La camicia secondo i grandi sarti romani

Segno di eleganza e raffinatezza, simbolo di nobiltà o appartenenza a uno schieramento politico, la camicia accompagna la vita dell’uomo da almeno dodici secoli, divenendo di sicuro il capo di abbigliamento maschile più importante. È lei l’indiscussa protagonista, fino al 20 febbraio presso la Galleria Valentina Moncada al civico 54 in via Margutta, della mostra «When in Rome do as Romans do» ideata dallo stilista francese Pascal Gautrand, con il patrocino del Comune di Roma.
Obiettivo del progetto, nato in collaborazione con AltaRoma, è la rivisitazione in serie di un prodotto di massa (nel caso specifico una semplice camicia bianca a righe blu, del marchio Zara), a cui hanno aderito ben trenta sartorie romane, specializzate nella produzione di camicie su misura (Angelo Cenci, Antichi Telai, Barone, Battistoni, Beauty di Bucci, Borrelli, Bracci, Caleffi, Calvo, Dan Roma, Fg Albertelli, Filippo Camiceria, Gallo, Il Portone, King by Mario Calderoni, La bottega dell'artigianato di Lucidi, La Camiceria di Piero dal 1967, Franco Litrico, Franco Masino, Manifatture italiane, Marino, Mereu, Micocci, Montecristo, Nesci, Pontani, Rivetti, Soldatelli, Soldati, Giuliana Tocchi).
Arte e artigianato, design e moda, estetica e funzionalità sono gli ingredienti che caratterizzano le creazioni confezionate dalle camicerie della capitale, dove i prodotti realizzati, pur partendo dallo studio di un modello comune, sono unici e singolari e, per questo, impareggiabili. A dimostrazione che ogni camicia si «destandardizza» e mantiene l’identità della sartoria che la ripropone, frutto di un lavoro sartoriale ricercato di lunga data. La mostra si arricchisce, inoltre, di una mappa di Roma disegnata a mano dallo stesso Gautrand e riprodotta in duemila copie numerate, dove vengono indicati gli ateliers romani che hanno partecipato all’idea stilistica.
«Ho voluto tracciare la mappa - spiega Gautrand - proprio per sottolineare i luoghi che ancora sanno come si fa, in un contesto generale dove la duplicazione senza qualità è diventata l’ordinario. E siccome Roma è unica e costituisce un punto di altissima concentrazione culturale, il mio scopo è, appunto, promuovere l’artigianalità romana, che si deve reinventare attraverso un processo di contemporaneità, mantenendo al tempo stesso uno scambio tra cliente e sarto, che nelle produzioni di massa del prêT-à-porter non esiste più».
Lo stilista racconta anche come mai, per il suo progetto creativo, sia stata scelta proprio la camicia: «Ho deciso di far realizzare dalle sartorie una camicia, in questo caso basica - dice il parigino - perché rappresenta per l’universo maschile il passaggio dall’infanzia alla gioventù e contraddistingue la storia personale di ogni uomo».