Maria Cintia Giner Gomis

Nata nel 1874 a Tortosa, aveva tredici tra fratelli e sorelle, uno dei quali sacerdote francescano e tre suore di clausura. María Cinta fu messa a studiare nel collegio che le Missionarie Claretiane di Maria Immacolata (fondate da María Antonia Paris, ancora vivente) tenevano a Carcagente. Quando ebbe diciotto anni ne vestì l’abito col nome religioso di María del Patrocínio de San Juan. La congregazione era dedita all’insegnamento e anche la nuova suora vi si dedicò. Nel 1904 fu nominata maestra delle novizie e nel 1922 divenne superiora. Nel 1925 fu incaricata di aprire una nuova casa a Sagunto, nell’arcidiocesi di Valencia. Ma nel 1931 cadde la monarchia e i repubblicani si accinsero a regolare i conti con la “superstizione”. Una folla di fanatici circondò il collegio delle claretiane col dichiarato proposito di massacrarle. Le suore riuscirono a fuggire ma quella casa dovette essere abbandonata. Tornarono a Carcagente ma ormai era solo questione di tempo. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile, il collegio di Carcagente venne attaccato e incendiato. Le suore si dispersero e ciascuna cercò di riparare dove potè. Ma non cessò la caccia. Sappiamo che almeno otto di loro vennero acciuffate e trucidate senza complimenti. La superiora, María del Patrocínio, fu riconosciuta e catturata nel novembre. La notte stessa dell’arresto la ammazzarono. Un testimone riferì che, di fronte ai fucili spianati, disse agli eroici miliziani, impavidi uccisori di suore, che le stavano facendo un piacere e che, per conto suo, li perdonava ma avrebbero fatto meglio a pentirsi.
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