Maria Cristina, indaga Scotland Yard

«Siamo in un incubo». È quello che ripetono gli insegnanti del liceo Machiavelli, frequentato da Maria Cristina S., la ragazza di diciotto anni morta a Londra durante una gita scolastica. Ieri due professori sono stati interrogati a lungo in albergo dagli agenti di Scotland Yard insieme ad alcuni studenti, quarantacinque in tutto, partiti qualche giorno da dalla capitale per quella che doveva essere una vacanza da sogno.
Gli investigatori stanno cercando di appurare le cause della morte di Maria Cristina e in particolare se si sia trattato di un suicidio. Vogliono capire perché la studentessa sia volata improvvisamente giù dal sesto piano di quell’albergo, cosa possa averla spinta a togliersi la vita o, ipotesi meno probabile, se sia stato solo un banale incidente.
Anche alcuni ragazzi della III A, la classe della vittima, sono stati ascoltati dalla polizia che cerca di ricostruire di ultimi minuti di Maria Cristina. Venerdì, mentre una classe ha proseguito la visita guidata nella capitale inglese insieme a un altro professore, tutti gli altri ragazzi hanno preferito rimanere chiusi nelle camere d’albergo, ancora sotto choc.
Ieri sono rientrati a Fiumicino dopo le 23 con un volo dall’aeroporto londinese di Heathrow. Il padre della diciottenne, invece, è tornare sempre ieri sera, ma con un altro volo. A scuola si inizia a parlare di suicidio, anche se qualcuno si chiede cosa possa aver spinto una studentessa modello, molto brava e studiosa, amata da tutti per il suo carattere altruista, a scegliere di farla finita.