Maria De Filippi: "Per una sera sono stata valletta, ma che brividi l'esordio in Rai"

La conduttrice di «Amici»: «Macché primadonna, ho fatto come la Pession. Un assaggio per il futuro? No, ho rinnovato con Mediaset per cinque anni»<br />

Sanremo - La voce, la sua voce, ha il tremolio dell'emozione. Maria De Filippi è al Royal, ancora poche ore e sarà là sul palco di fianco a Bonolis per quello che è stato uno degli appuntamenti più bisbigliati, annunciati e analizzati di questo Festival. Tre, massimo quattro interventi che «manco li conosco perché devo ancora incontrare Paolo». Insomma, arriverà, incontrerà Vincent Cassel, qualche dialogo con Bonolis e infine la premiazione finale anche se poi l'incubo è sempre quella cosa là, «le scale».

Scendendo dalle scale dell'Ariston, Maria De Filippi è entrata in un altro mondo che non è solo quello della Rai così diverso dalla sua Mediaset ma è quello futuribile della tv prossima ventura. Per carità, probabilmente non ci sono tutti quei retroscena (maliziosi, ça va sans dire) che quasi tutti gli analisti si sono divertiti a trovare in questi mesi. Spieghiamoci: sarebbe nata Raiset, fusione immaginaria e molto immaginifica di Rai e Mediaset di fronte allo spauracchio Sky e i due giganti della tv generalista sarebbero quindi diventati pappa e ciccia contro l'invasore. Molto affascinante, certo. Ma forse le cose non sono proprio così.

Più che altro Maria De Filippi e Paolo Bonolis insieme a braccetto al Festival di Sanremo sono un po' l'immagine della nuova epoca che si sta aprendo, con rapporti meno fossilizzati e più agili e forse, vivaddio, persino più produttivi (soprattutto per noi spettatori che dopotutto siamo al di qua del video, mica nei corridoi a nutrirci di pissi pissi bau bau).

Li sente anche lei, signora De Filippi, tutti questi bisbiglii?
«La cosa divertente è che Paolo mi ha invitato a Sanremo a ottobre quando di tutto questo non si parlava, quando non era ancora neanche nata la parola Raiset».

Comunque adesso lei che è un simbolo di Mediaset è al Festival di Sanremo della Rai.
«È la mia prima volta in Rai e lo ammetto: sono tesa».

Ci arriva da primadonna.
«Lo sono come lo sono state nelle altre serate Eleonora Abbagnato. O Gabriella Pession. Io qui sono come loro, né di più né di meno».

Loro hanno partecipato alla conferenza stampa. Lei no.
«Ho deciso di non salire in sala stampa».

Perché è un territorio Rai?
«No, le cose sono molto più semplici».

Si spieghi.
«Questo è stato il Festival di Bonolis e non volevo in nessun modo togliergli nulla di quel giusto successo che ha raggiunto qui mettendo a punto uno spettacolo come si deve. È solo un caso che io e lui facciamo lo stesso mestiere e ci ritroviamo qui».

Maurizio Costanzo ha detto: bravissimo Bonolis. Lei l'ha visto il Festival?
«E sono contenta che sia andato così bene».

Suo marito lascia intravedere un possibile trasferimento in Rai.
«Io a dicembre ho firmato un contratto di cinque anni in esclusiva con Mediaset. È una cosa recente».

Lei aveva annunciato che il compenso della sua partecipazione al Festival sarebbe stato devoluto in beneficenza.
«Invece non prendo un euro».

In Rai si diceva il contrario.
«Non voglio di certo entrare in polemica. Avevo detto: stabilite voi la cifra che non voglio passi dalle mie mani. Quello che decidete, lo diamo in beneficenza. Sarebbe stato impossibile per motivi contabili e quindi sono venuta qui a titolo assolutamente gratuito in tutto e per tutto».

Be', una novità nel mondo televisivo.
«Sono andata gratis anche l'anno scorso al Grande Fratello e al Senso della vita di Bonolis. Che fai, uno ti invita e tu ti fai pure pagare?».

Maria De Filippi è una signora della tv. Qualche volta la criticano pure. C'è chi dice che addirittura lei non sia telegenica.
«La telegenìa non c'entra nulla. Io non ho inventato nulla. Credo che una brava conduttrice debba conoscere bene il programma che fa. La telegenica alla fine non c'entra nulla».

Il caso Marco Carta: ha sbancato «Amici» ed è arrivato al Festival da vincitore annunciato.
«È un riconoscimento importante, che cosa si può dire di più?».