Maria Grazia, Elio e quell’amore finito in fondo al mare

La storia di una coppia spezzata dal naufragio della Concordia e di un ricordo che sopravvive alla tragedia, come quello di Rose e Jack in “Titanic”

La Costa Concordia è affondata con il suo carico di vite e ricordi. Restano i legami spezzati e le storie di chi è sopravvissuto. I Rose e Jack della Concordia si chiamano Maria Grazie ed Elio, il loro amore è finito in fondo al mare come quello dei protagonisti di Titanic. A sei mesi dal naufragio Elio Vincenzi si è immerso a 25 metri di profondità vicino all’isolotto delle Scole e ha deposto una targa in ricordo della moglie Maria Grazia Trecarichi, tutt’ora dispersa. Vincenzi era molto emozionato e una volta riemerso ha avuto un lieve malore. “Non la dimenticherò mai – ha detto -, là sotto ero con lei. Qui mi sento a casa, sono molto sereno perché tutto mi parla di mia moglie”. Prima dell’immersione ha spiegato: “Ho scelto di deporre la targa qui perché c’è la statua della Madonna Stella Maris a cui mia moglie era molto devota e questa immersione sarà un abbraccio ideale con lei. Sto vivendo un tripudio di emozioni e oggi è come se mia moglie, donna dalla carica unica, fosse qui accanto a me”.

Sulla targa erano incise due foto, il nome e la data di nascita e di morte di Maria Grazia. Nel ricordo delle 32 vittime del disastro del 13 gennaio Vincenzi ha anche voluto ringraziare i soccorritori e ha consegnato a Pasquale Preziosi, comandante del porto di Talamone, una bandiera rossa e gialla della Sicilia con la dedica: “Al comandante Preziosi a bordo dell’aliscafo di appoggio alla motovedetta Cp 530 che si distinse per essere stata la prima a giungere sul luogo della tragedia per prestare i primi soccorsi. Un encomio solenne”. Insieme a Vincenzi si è immerso nelle vicinanze del relitto della nave il vicesindaco dell’Isola del Giglio Mario Pellegrini.