Maria Paiato è Félicité l’alter ego di Flaubert

L’attrice, premio Ubu nel 2005, è la protagonista di «Un cuore semplice»

Avvolta nella sua semplicità e in quella modestia malinconica, guidata dalla superstizione tipica del popolo, da una passione per il pappagallo Loulou, Félicité, allestisce una galleria dei suoi ritratti di donna, ingrigiti dal tempo e dal lavoro faticoso, dall'abitudine di giornate scandite da ripetitività, ma illuminate da una continua tensione emotiva verso la comprensione dell'esistenza. Maria Paiato, applaudita donna di teatro e meritevole del Premio Ubu 2005 per l'interpretazione di La Maria Zanella di Pierattini e nel 2006 per Il silenzio dei comunisti, sola sulla scena del teatro Franco Parenti presenta Un Cuore semplice, spettacolo ispirato all'omonimo racconto di Gustave Flaubert, riscritto e diretto da Luca De Bei.
È con grande pathos e drammaticità che Paiato, nei panni della protagonista, rende partecipe il pubblico della sua vita; dolce e ingenua domestica al servizio della signora Aubain, Félicitè si dedica completamente agli altri e alla Chiesa. La sua monotonia viene interrotta da una breve e infelice parentesi romantica. Ma con spirito di sacrificio Félicitè, tra gioie e lutti, tra soddisfazioni e delusioni, ha sempre affrontato questa mediocrità con animo sereno e anche un po’ ingenuo: perché nella sua ingenuità la donna ha avuto l’opportunità di trovare la ragione di esistere nell’aiutare gli altri; un’esistenza terminata dopo una malattia dolorosa, in piena solitudine. Una donna antica, ritratta nella sua normalità che cresce in straordinarietà, alla quale De Bei, nel pieno rispetto del personaggio di Flaubert, cerca di offrire anche dei tratti di modernità, Félicité, la protagonista di quello che viene considerato un vero capolavoro, rappresenta una sorta di alter ego dell'autore francese.
Pur ritraendola nella condizione da contadinotta ignorante e superstiziosa, Flaubert ha voluto creare un cuore semplice, capace di credere e di avere fede senza comprendere con l’ausilio di quell’intelligenza limitata. Lungi dal volersi burlare di questo animo puro, Flaubert, crea una donna ricca di spirito, innocente, retta di cuore, dalla bontà infinita, prendendo le distanze dai valori corrotti della borghesia, ormai priva di fede, mondo dove non c’è posto per i misteri, né per il meraviglioso e il soprannaturale. La malinconia di Flaubert è quella di Félicité quando rievoca la sua vita passata: il delirio della protagonista è lo stesso dell'autore; non a caso in una sua lettera aveva scritto «L’esistenza non mi è tollerabile che nel delirio letterario».
Un cuore semplice
Teatro Franco Parenti
Fino a domenica
Per info: 02 59995206.