Maria Pia De Vito tra tropici e Mediterraneo

Gli aficionados della Palma l’hanno ascoltata negli ultimi anni soprattutto nello splendido progetto «Portrait of a lady», dedicato a Joni Mitchell, o nelle presentazioni dell’album «Phonè». Ma ora la nostra cantante jazz più importante, la napoletana Maria Pia De Vito, trent’anni di carriera e una personalità che va oltre quella di una semplice interprete ma fa di lei una musicista e una sperimentatrice a tutti gli effetti, si lancia in una nuova avventura. Il progetto si chiama «Transito atlantico tra Napoli e Bahia» e questa sera al La Palma (ore 22, 8 euro) verrà portato in scena insieme ad alcuni compagni di viaggio d’eccezione: Rita Marcotulli al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Walter Paoli alla batteria e Nelson Veras alla chitarra. Un gruppo d’eccezione per tracciare una rotta ideale e un percorso musicale capace di unire le due sponde dell’Atlantico e in particolare realizzare un abbraccio ideale tra la musica napoletana e la bossanova brasiliana, oltre che tra due realtà - Napoli e Bahia, appunto - che sono da anni strette da un gemellaggio artistico e culturale.
«Sono partita da Napoli tanti anni fa, senza allontanarmene mai. Ho cominciato quando avevo quindici anni, con la musica popolare napoletana, per poi entrare subito dopo in un gruppo di ricerca legato alla musica etnica di tutto il bacino del Mediterraneo» spiega Maria Pia De Vito. «E di ogni viaggio intrapreso in musica, vado scoprendo che Napoli ne è sempre il punto di partenza, qualsiasi sia la rotta. E allora, per questo concerto, riparto da Napoli, verso Bahia; seguendo il tropico mediterraneo, una linea immaginaria tra questi due luoghi, entrambi leggendari. Poesia e violenza, bellezza e orrido, il carnevale e la fame sono mescolati indissolubilmente». «Insieme a me in questo concerto-pellegrinaggio verso Bahia - continua l’artista partenopea - i miei compagni di strada di breve o lungo corso, che mi hanno accompagnato nei miei percorsi musicali. Sono musicisti che trasudano sensibilità e melodia da ogni nota. Li ringrazio fin da ora per il voler rivisitare con me il mio cammino attraverso Napoli, e verso i tropici».