Marie Anne Cope

Tedesca di Heppenheim, nata nel 1838, a solo due anni emigrò con la famiglia in America e si stabilì a Utica, nello Stato di New York. Non le fu facile seguire la sua vocazione religiosa e solo a ventiquattro anni riuscì a farsi suora terziaria francescana a Syracuse. Poiché era sveglia e capace, le furono assegnati incarichi sempre più delicati e di responsabilità, fino alla cima: nel 1877 divenne superiora generale. Il vescovo di Honolulu le chiese nel 1881 di aprire una missione per i lebbrosi delle Hawaii. Questi malati venivano prelevati di forza e mandati nella famosa isola di Molokai, dove non c’era nulla, neanche una costruzione, e lì abbandonati. L’unico a occuparsene era il celebre p. Damien, belga, ma era completamente solo. La Cope scelse sei suore tra quelle che si erano offerte e partì. Si doveva creare un ospedale, una scuola e un minimo di vita civile ma era già difficile ovviare alla situazione igienica. Le sei suore si diedero da fare ma fu ben presto chiaro che senza la ferma direzione della Cope era impossibile che riuscissero a reggere. Così, alla superiora non restò che rassegnare le dimissioni dal generalato e restare là. Non tornò mai più in America. Grazie ai suoi sforzi e a quelli del padre Damien sorsero due case, separate, per i figli che via via nascevano e che, a differenza dei genitori, erano sani. Questi, cresciuti, potevano rientrare nel consesso civile e lasciare l’isola dei dannati. Il padre Damien, contagiato, morì assistito dalle suore. La Cope continuò a servire i lebbrosi per trent’anni, fino alla morte avvenuta a Molokai nel 1918.