Marijuana, il Leonka premia gli «agricoltori»

Alla festa-dibattito anche i candidati di Rifondazione Luxuria, Farina e Purpura

Gianandrea Zagato

La foglia di marijuana campeggia sul manifesto elettorale di Daniele Farina. Impossibile farsi venire dubbi su qual è l’obiettivo del portavoce storico del Leoncavallo, che Rifondazione candida alla Camera. «Droghe, cambiamo una legge per cambiarci la vita» è il leit motiv coniato dagli antagonisti. Slogan che si traduce pure in una manifestazione pubblica al civico 7 di via Watteau, titolo: «Festa della semina». Appuntamento doc per chi coltiva piantine di marijuana ma anche per chi, domani, attorno alle ventuno, vuol apprendere le istruzioni per l’uso. Rendez-vous all’aperto e all’insegna della provocazione, insieme all’aspirante onorevole Vladimir Luxuria, alla no global Anna Dimitolo, al coordinatore nazionale dei giovani comunisti Nicola Fratojanni e al candidato consigliere comunale Francesco Purpura che, tra l’altro, ha già distribuito ai passanti meneghini qualcosa come dieci chili di semi di canapa. Ma l’azione elettorale di domani, sotto l’occhio vigile della segreteria politica del Prc rappresentata al Leonka da Graziella Mascia, è la premessa un dibattito sulla questione «sex and drugs, verso una nuova stagione di diritti civile e sociali». Nel mirino del monologo, vista l’uniformità del pensiero di via Watteau, la legge Fini sulle droghe che, secondo i prodi autonomi, andrebbe abrogata, «E’ una legge che non tiene conto alcuno delle esperienze europee», «mortifica e demolisce ulteriormente il servizio pubblico e il lavoro di migliaia di operatori», «condanna l’uso terapeutico e così la vita di molti» e chi più ne ha più ne metta. Spieghe che non ammettono repliche in quel centro sociale dove c’è chi, candidato sotto le insegne di Fausto Bertinotti, sogna di far spuntare rigogliose piante di marijuana dai terrazzi e balconi milanesi. Piante da fumare alla faccia di chi si batte per contrastare la diffusione delle droghe o anche da trasformare in torte, pasticcini e pastasciutte come insegnano i bravi ragazzi del Leonka. Ma domani sera c’è anche un altro tema caldo: lo sgombero previsto per lunedì del centro sociale più coccolato dalla sinistra. Sfratto con l’intervento della forza pubblica per restituire alla proprietà, come da sentenza del tribunale di Milano, l’immobile occupato da quindici e più anni. Immobile che, come da copione, i leoncavallini non si sognano di voler abbandonare. Altrimenti, osservano provocatoriamente, chi si prenderebbe cura delle piantine?