Marillion, ed è progressive rock

Dici Marillion e la mente corre a Kayleigh, la hit mondiale (tratta dall'album best seller Misplaced childhood) che regalò nel’85 un’inattesa popolarità allla band inglese, artefice di una versione corretta in chiave romantica del progressive-rock di King Crimson e Genesis. Il successo, i concerti negli stadi fanno parte del passato - come del resto anche il vocalist Derek Dick, per tutti Fish, una sorta di versione decadente di Peter Gabriel, che ha lasciato la ciurma sull'orlo di una crisi di nervi -, tuttavia i Marillion sono ancora vivi e vegeti, nonostante l'emorragia di vendite e la rottura del contratto con la Emi.
In tempi di reunion a raffica, fa effetto vedere un quintetto inalterato da oltre 18 anni e che nella sua storia ha vissuto solo una separazione, per quanto traumatica. «Il nostro segreto è che tra noi tutto fila alla perfezione. Ci divertiamo, abbiamo stima l'uno dell'altro e apprezziamo le rispettive idee musicali», taglia corto il tastierista Mark Kelly che fa notare come il nuovissimo Somewhere else sia il 14esimo album di una carriera che va avanti da oltre 25 anni. Stando agli annali del rock, i Marillion hanno realizzato due dischi in più dei Beatles e tre in più degli U2. Il sound dei Marillion 2007? In bilico tra ortodossie progressive e pulsioni pop-rock alla Coldplay.
Marillion
Stasera, ore 21
Alcatraz, via Valtellina 25
Ingresso 20 euro