Marina B.: "Aberrazione" Tommasi, casa perquisita Lei: "Non sono escort"

Perquisita l’abitazione milanese della showgirl al centro dell’inchiesta Ruby nel filone napoletano. I suoi difensori: "Un assurdo attacco alla sua
persona". E Marina: devastante inquisizione

Milano - Gli agenti della polizia giudiziaria hanno perquisito l’abitazione milanese di Sara Tommasi. La showgirl è al centro dell’inchiesta Ruby nel filone di indagini della procura di Napoli. Al momento la ragazza è in vacanza all'estero. Secondo quanto riferito dai legali, la Tomasi è partita la scorsa notte per una località al momento sconosciuta ma lontano dall’Italia. Intanto il procuratore generale Edmondo Bruti Liberati ribadisce che "non ci sarà alcuna attività di indagine in comune" tra la procura di Napoli e i pm milanesi. Nel trattare il caso Ruby, interviene poi Marina Berlusconi, è stato "ampiamente superato" anche il livello dell’aberrazione e "sembra non esista più alcun limite, alcuna sia pur minima forma di rispetto della verità e della dignità delle persona".

Parla la soubrette "Non sono una escort. Sono vittima di persecuzioni e ricatti continui e non mi sento tutelata": così Sara Tommasi, in vacanza a Dubai, parla dello scandalo che l’ha travolta. "Berlusconi mi ha colpita positivamente la prima volta che l’ho visto - aggiunge -. Oggi posso dire di essere delusa. Uno scandalo del genere può coinvolgere una starlette come me, ma non un politico, che dovrebbe dare il buon esempio". La Tommasi si dice "assolutamente tranquilla" e spiega: "Il mio lavoro mi porta a contatto con un certo ambiente e con personaggi del calibro di Berlusconi, Gheddafi, Putin. Non mi pento di niente, cosa avrei dovuto fare? Non lavorare nello spettacolo?". Per quanto riguarda la perquisizione nella sua abitazione milanese la Tommasi ha detto: "Non mi risultano perquisizioni a casa mia".

La difesa: "Attacco alla sua dignità" "Un assurdo attacco alla sua persona che nè distorce l’immagine e ne mortifica la dignità", commentano i legali della Tommasi, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza. I due avvocati parlano di una Tommasi "fortemente dispiaciuta e preoccupata", una ragazza "mai sentita, tra l’altro, in qualità di persona informata sui fatti da alcuna procura" e pronta a farsi ascoltare. "La nostra cliente - sottolineano i due legali - si pone a disposizione di qualsiasi autorità in quanto i suoi rapporti con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, anche di origine campana, sono avvenuti esclusivamente per motivi professionali e di amicizia, così come potrà essere facilmente provato". Per la coppia di difensori "l’illegittima quanto incontrollata circolazione di materiale presumibilmente oggetto di intercettazioni, in un momento dove l’indagine dovrebbe essere coperta dal più stretto riserbo, oltraggia la nostra nobile civiltà giuridica". Non solo: "La pubblicazione di supposti contatti, privi fra l’altro di rilievo penale, tra la Tommasi e i personaggi, anche politici, che affollano questa pruriginosa storia, non è degna di un paese civile".

Marina Berlusconi: devastante inquisizione "Scopro dalla lettura dei giornali che una signorina che non ho mai conosciuto, in un messaggino inviato a una persona che non ho mai conosciuto, sostiene che farei parte di un non meglio precisato 'giro squallido'" afferma la presidente di Fininvest Marina Berlusconi precisando che, "come noto, gli unici 'giri' che frequento sono quelli di mio marito e dei miei figli". "La battaglia politica - spiega Marina Berlusconi - ha ceduto il passo alla devastante inquisizione di certe procure e di certi loro bollettini". Per la figlia del presidente del Consiglio, coinvolto nell’inchiesta sul caso Ruby, quanto accade "Non è degno di uno Stato di diritto, non può non far vergognare chi ha veramente a cuore i fondamenti della nostra democrazia e del nostro vivere civile, il fatto che sembra non esista più alcun limite, alcuna sia pur minima forma di rispetto della verità e della dignità delle persone". E aggiunge: "Qualunque circostanza possa risultar utile ad un fin troppo scoperto disegno, anche se priva del benchè minimo fondamento (e sfido chiunque a sostenere il contrario), segue uno sperimentatissimo meccanismo il cui approdo finale sono le paginate infamanti sui giornali. Come sta succedendo da troppo tempo a questa parte, da quando la battaglia politica ha ceduto il passo alla devastante inquisizione di certe procure e di certi loro bollettini". Del resto, conclude,"Non è un caso che anche stavolta il rilievo di gran lunga maggiore a queste farneticazioni sia stato dato dai soliti ben precisi giornali: quelli che, quando ogni giorno sproloquiano sulla 'macchina del fango', in realtà stanno parlando solo di se stessi e del loro comportamento".