Marina Berlusconi: «Le manifestazioni? Giusto, è un diritto»

DIMOSTRAZIONI Il vicesindaco De Corato: «Una sceneggiata che vuole riesumare i fantasmi del ’68. Solo burlette». Confalonieri: «D’accordo col minuto di silenzio per la crisi»

«Fanno bene, hanno il diritto di manifestare». Marina Berlusconi è appena arrivata alla Scala accompagnata dal marito, Maurizio Vanadia. Entra nel foyer lasciandosi alle spalle la piazza dove fino a qualche minuto prima rimbombava la protesta dei lavoratori e delle sigle sindacali degli enti lirici contro la chiusura delle fabbriche e i tagli ai fondi dello spettacolo, con i lanci di uova contro gli spettatori e momenti di tensione con le forze dell’ordine. Ripensa alle contestazioni, al modo con cui si è deciso di aprire questa stagione scaligera in un anno così particolare e difficile e aggiunge: «Penso che il minuto di silenzio sulla crisi sia una cosa giusta, lo condivido assolutamente. L’importante è non limitarsi a questo, bisogna fare tutto quello che si può, da imprenditore lavorando nell’azienda e cercando in questo modo di creare e sostenere il lavoro e l’occupazione».
La notizia delle contestazioni entra dentro il teatro e gira fra gli ospiti in attesa di ascoltare la Carmen. Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri risponde ai cronisti che gli chiedono delle proteste. Dice di essere d’accordo con il gesto di solidarietà nei confronti di quanti si trovano in difficoltà a causa della recessione economica. «È giusto, i lavoratori stanno soffrendo, è una brutta situazione. È giusto fare un minuto di silenzio».
Comprensione e un rispetto profondo vanno senza dubbio a chi in un momento simile ha perso il posto fisso. «Ma gli operai li conosco - aggiunge il vice sindaco Riccardo De Corato -. Non ho visto mani callose, ma solo qualche vecchio arnese dei centri sociali e ingrigiti extraparlamentari». Gli operai invece per lui sono ben altre persone. E quella che è stata messa in scena, non è altro che «una sceneggiata che vuole riesumare i fantasmi del ’68. Le proteste sono una presa in giro, una farsa che ha creato anche dei momenti di tensione con gli agenti delle Forze dell’ordine». Insomma, quelle degli anni più bui e tristi della mobilitazione, erano un altro tipo di contestazioni. Niente a che vedere con quelle che hanno fatto qui davanti al Piermarini i manifestanti. «Queste sono solo burlette», continua De Corato. Che sul minuto di silenzio prima di iniziare la Carmen per ricordare il difficile momento dei lavoratori in crisi, ammette: «Non capisco, ma mi adeguo. Credo che i lavoratori non gradiscano silenzio su di loro, ma che invece, del lavoro si parli».