La «Marina» senza barche navigherà in consiglio comunale

«Marina Fiera» deve tornare, per dodici mesi all’anno, allo scopo per cui era stata progettata e costruita con 45 milioni di euro di denaro pubblico, cioè dei cittadini. Per questo, dopo il servizio pubblicato domenica su queste pagine - in sintesi: a due anni di distanza dall’inaugurazione, alle banchine di fronte a piazzale Kennedy non c’è attraccata una barca che è una, a parte il mese del Nautico -, alcuni amministratori pubblici e uomini politici prendono posizione a favore dell’utilizzo, tramite regolare procedura di assegnazione. Dopo la promessa del presidente dell’Autorità portuale Luigi Merlo di accelerare le pratiche per la concessione, il consigliere comunale della Destra-Fiamma tricolore Gianni Bernabò Brea ha rivolto un’interrogazione urgente sull’argomento al sindaco Marta Vincenzi. La struttura - adeguata ad ospitare oltre 250 imbarcazioni - doveva diventare, secondo le promesse degli amministratori, l’allora sindaco Giuseppe Pericu e il presidente della Regione Claudio Burlando, «la prosecuzione naturale del litorale cittadino - sottolinea il consigliere comunale - e portare rilevanti introiti sia alle casse degli enti locali, sia ai gestori degli esercizi commerciali». E allora, Bernabò Brea chiede di conoscere «quali siano le motivazioni che hanno causato l’affossamento di un progetto che, seppure molto costoso nella sua realizzazione, si sarebbe tradotto in un notevole beneficio economico per l’intera città». L’esponente della Destra, infine, sollecita anche il coinvolgimento dell’Autorità portuale «nella risoluzione della questione dell’assegnazione delle banchine».