Marina sposa ad Arcore, festa con polenta e brasato

La presidente di Mondadori e Maurizio Vanadia (<em>nella foto esclusiva di &quot;Chi&quot;</em>) all’altare Cerimonia semplice, solo 70 invitati. Gli auguri di Benedetto XVI. Viaggio di nozze? Week-end a Londra. <a href="/a.pic1?ID=314203" target="_blank"><strong>Quell'amore nato dietro le quinte della Scala </strong></a>

Quaranta minuti di ritardo, pioggia da ombrelli (bianchi, intonati all’occasione), una settantina di persone per festeggiare gli sposi, ma senza troppo clamore. Marina Berlusconi e Maurizio Vanadia sono diventati moglie e marito ieri mattina, sotto il maltempo che non ha risparmiato Arcore. È mezzogiorno e dieci quando la sposa entra nella cappella di Villa San Martino: è al braccio del papà, Silvio Berlusconi; davanti a lei, di qualche passo, i figli Gabriele e Silvio. In sottofondo, la marcia nuziale di Wagner. E già, fra parenti e amici raccolti nella cappella seicentesca, c’è chi si commuove. Ad attendere Marina Berlusconi all’altare c’è il suo compagno, con i testimoni: per lei il fratello Piersilvio, vicepresidente di Mediaset e Annick Confalonieri, moglie del presidente di Mediaset Fedele; per lui il fratello Nuccio e l’amica Micheline Jovic-Bilic.
La figlia del premier è vestita in Dolce&Gabbana: un abito lungo in seta color avorio, maniche a guanto, spalle a sbuffo in tulle di seta. Ha una piccola coda a strascico e un bouquet di fiori bianchi, come quelli che decorano la chiesa: tulipani e fiorellini chiamati «velo da sposa». Maurizio Vanadia è in tight scuro di Gianni Campagna, con cravatta azzurra. Stesso mini-tight (con papillon) per i figli Gabriele e Silvio. Sono loro a portare il cuscino con le fedi all’altare.
Il rito è stato celebrato dal parroco di Arcore, don Giandomenico Colombo e da don Andrea Livio, legato da anni alla famiglia Berlusconi. I brani delle Sacre scritture - dal Cantico dei cantici e da una Lettera di San Paolo - sono stati letti dal premier, che ha anche tenuto il discorso dedicato agli sposi, al taglio della torta. Alle musiche hanno pensato Daniela Dessì e Fabio Armiliato: soprano e tenore, marito e moglie, hanno cantato alcune arie, come l’Ave Maria di Schubert. Ad accompagnare gli sposi fuori dalla chiesa, la marcia di Mendelssohn. Unico tocco «profano»: le note mozartiane del Là ci darem la mano, quando Don Giovanni dice a Zerlina: «Là mi dirai di sì». Una cerimonia che, per tutti, è stata «semplice ed emozionante». Anche per il premier. Dopo, tutti a tavola nelle sale di Villa San Martino: c’erano i parenti della sposa (oltre al padre Silvio con la moglie Veronica, i fratelli Barbara, Eleonora e Luigi, gli zii) e dello sposo, poi Mauro Crippa, Maurizio Costa e la moglie, Nini Briglia con Vera Montanari, Gian Arturo Ferrari e signora, i coniugi Confalonieri, i Doris, Adriano Galliani e consorte. A metà del pranzo, dopo l’incontro con il Papa, è arrivato Gianni Letta, portando la benedizione di Benedetto XVI per gli sposi e le loro famiglie.
Al tavolo della coppia c’erano la madre della sposa, Carla Dall’Oglio, il fratello Piersilvio con Silvia Toffanin, i genitori dello sposo, Bruno Ermolli e la moglie, Rosanna Mani di Sorrisi e canzoni e Alfonso Signorini di Chi. Per tutti un menu senza eccessi e molto «lombardo»: flambé di formaggio con tartufo, risotto al cedro e prezzemolo, brasato con polenta. E poi la torta nuziale. È stato a quel punto che la sposa si è esibita per il marito, con una canzone d’amore spagnola accompagnata da una danza in stile flamenco. Poi, alle cinque, tutto finito, con una bomboniera accompagnata da un’orchidea. Il premier è stato il primo a dover abbandonare i festeggiamenti, insieme con Fedele Confalonieri. E, man mano, anche gli altri ospiti hanno lasciato Arcore, per permettere agli sposi di partire. Non un vero viaggio di nozze, ma un weekend lungo, a Londra.