Il marinaio D’Alema si allena al ribaltone ma finisce in acqua

Fuori programma con la barca nel mare di Ponza. Quella volta che s'incagliò nella barca al porto

Con le barche proprio non c’azzecca. Eppure gli piacciono un sacco. Max D’Alema ci è ricascato: nella sua passione (le imbarcazioni appunto) e nell’acqua. Ed è finito proprio come il governo Prodi di qualche mese fa: a gambe all’aria. Nulla di grave, per carità, l’ex ministro, ex premier, ex segretario, ex tutto, è caduto nel limpido blu delle acque di Ponza, dal bordo di un gommone sul quale stava trascorrendo qualche ora di relax forse dopo aver veleggiato con il suo cabinato. Il bagnetto è stato un simpatico momento per rinfrescarsi dalla calura estiva, ma non è sfuggito all’obiettivo attento dei paparazzi che l’hanno puntualmente immortalato e della redazione di Novella 2000 che lo ha pubblicato nel numero in edicola. Una chiacchiera di troppo, un movimento brusco, un attimo di disattenzione e forse uno spostamento di quelli proibiti perché tolgono equilibrio al canotto: ecco D’Alema ribaltato nell’acqua. Max ne riemerge subito, un po’ accigliato, ma per fortuna senza conseguenze salvo il tuffetto fuori programma, ma forse gradito per aver dato sollievo dal caldo. Certo D’Alema non è al debutto con peripezie sfortunate in mare. Tempo fa si era esibito nelle vesti di skipper e nuova gaffe mentre faceva manovra nel porto alla guida della barca a vela. Gira di qui, gira di là D’Alema s’incaglia. Lo scafo imbottigliato non si muove più, Max guarda in giro desolato, il solito fotografo appostato non perdona. Fino al soccorso da parte di qualche lupo di mare che toglie la barca dall’impasse e la «posteggia» dove avrebbe voluto e dovuto Max D’Alema. Però per il politico navigato e lo skipper maldestro, tutto è bene quel che finisce bene. Ieri come oggi.