Marinaio in pensione accusato di pedofilia

Stefano Vladovich

«Sono un filantropo, lasciatemi stare. Per quei ragazzi sono stato come un padre». Angelo M., un marittimo in pensione di 60 anni, è stato arrestato per aver abusato in maniera continuativa del figlio quattordicenne della propria compagna, una ragazza madre che vive in una casa famiglia, e di una giovanissima di 13 anni.
Una storia agghiacciante quella scoperta a Civitavecchia grazie a una «soffiata», una confidenza, giunta alle orecchie di un maresciallo dei carabinieri. Da una semplice informazione tutta da provare all’avvio di un’inchiesta lunga e difficile per i militari della compagnia di via Giuliano da Sangallo. Intercettazioni, pedinamenti, videoriprese e persino l’aiuto dei colleghi della squadra giudiziaria del commissariato locale. «Gli incontri di natura sessuale - spiega il maresciallo Giuliano Mangoni, comandante della stazione dei carabinieri - si svolgevano nella cittadina portuale con qualche sporadico episodio a Fiumicino dove Angelo aveva qualche vecchia conoscenza di lavoro. Il soggetto indagato è molto conosciuto in zona sia per la sua attività come marittimo, sia perché i suoi manifesti hanno tappezzato la città alle passate elezioni». L’uomo, difatti, si era candidato, senza successo, come consigliere comunale. Nel frattempo si dedicava all’attività «filantropica»: magliette, giubbotti, pantaloni ai due teenager in cambio di prestazioni sessuali. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe agito con il consenso della madre del ragazzino, K.S., 35 anni, che per mantenere la relazione sentimentale con lui, quindi ricevere soldi e qualche regalo, avrebbe permesso e, addirittura, incoraggiato gli incontri a luci rosse con il figlio da poco diventato quattordicenne. Secondo la Procura di Civitavecchia, «... rapporti reiterati e sottoposti a un’attenzione morbosa da parte dell’adulto». Per settimane, insomma, è proseguita l’attività tecnica dei carabinieri sull’indiziato di pedofilia. Un lavoro capillare che ha portato alla luce anche un’altra vicenda riguardante una ragazzina di 13 anni, conosciuta dal marinaio nel 2003, quando aveva 10 anni.
Raccolte prove su prove, il Procuratore capo del Tribunale di Civitavecchia Labate e il sostituto Elena Neri hanno firmato l’ordinanza di custodia cautelare sia per il sessantenne che la sua compagna, la madre di una delle vittime. Il primo è stato rinchiuso nel carcere di Borgata Aurelia, la donna, considerate le sue precarie condizioni di salute, è stata sottoposta ad altro provvedimento che include l’allontanamento temporaneo dalla casa famiglia. I reati? Per Angelo M., violenza sessuale su minori e atti osceni (articoli 609 bis e quater e 527 del codice penale), per la donna favoreggiamento pluriaggravato alla prostituzione del proprio figlio (articolo 600 bis).