Marini non applaude ma s’ arrabbia per la foto del «Giornale»

Caro direttore,
per esperienza so che la polemica politica non è un’arte per anime troppo sensibili.
Però so anche che ci sono dei limiti che non possono essere superati.
Lei ha pubblicato quest’oggi una foto scattata nel corso della parata del 2 giugno che mi ritrae mentre mi sto stropicciando un occhio. L’ha commentata scrivendo che ero evidentemente infastidito. Non ha precisato che poteva trattarsi, come in effetti è stato, di un improvviso contrattempo dovuto a qualcosa che mi era appena finito nell’occhio per cui chi legge pensa che a infastidirmi fosse la cerimonia a cui stavo assistendo.
Questo non lo accetto.
Le ricordo che ho svolto il periodo di servizio militare da ufficiale degli Alpini. Le ricordo ancora che sono molto orgoglioso dei diciotto mesi dedicati al servizio della Patria così come lo sono dei reparti che ho visto sfilare lungo i Fori Imperiali. Il mio amore di italiano per le nostre Forze Armate non può essere messo in discussione.
La prego pertanto di pubblicare questa mia lettera con la stessa evidenza con cui ha dato notizia del mio inventato fastidio.
Senatore Franco Marini

Egregio presidente,
comprendiamo che la polemica politica non sia arte per anime troppo sensibili, ma comprendiamo anche che il corretto giornalismo non sia arte gradita a molti uomini politici.
Pubblicando quella foto, scattata durante la parata del 2 giugno, non abbiamo in alcun modo voluto mettere in discussione il suo amore per le forze armate. Ma sottolineare lo scarso calore di cui Lei, come peraltro il presidente del Consiglio Prodi e il presidente della Camera Bertinotti, avete dato prova durante la sfilata. Forse era solo compostezza istituzionale. Ma da un ex ufficiale degli alpini assurto alla seconda carica dello Stato era lecito, almeno per noi, attendersi qualcosa in più. Con stima