Marini: "Al voto dopo la nuova legge elettorale. Sì al sistema tedesco"

"Credo che le elezioni da fare subito non le decide né Prodi né
Berlusconi – ha detto alla festa dell’Udeur il presidente del Senato -.
Il capo dello Stato una priorità l’ha posta, quella di fare un qualche
aggiustamento alla legge elettorale"

Telese Terme (Benevento) - La politica scalda i motori in vista della riapertura ufficiale dei lavori. A tenere banco è, ancora una volta, la legge elettorale. Ieri Berlusconi aveva paventato la necessità di andare al voto anche con questa legge, dopo aver fatto dei minimi cambiamenti. Oggi il presidente del Senato Marini gli risponde con una tesi completamente opposta: prima la nuova legge, poi si può andare a votare. “Credo che le elezioni da fare subito non le decide né Prodi né Berlusconi – ha detto alla festa dell’Udeur il presidente del Senato -. Il capo dello Stato una priorità l’ha posta, quella di fare un qualche aggiustamento alla legge elettorale”. Cosa che “lasciamo alla dialettica parlamentare”.

Sì al sistema tedesco “La legge elettorale attuale deve essere modificata. Dico sì al recupero della proporzionalità nel sistema tedesco però deve essere integrato dalla dichiarazione delle alleanze prima delle elezioni. Potrebbe essere un punto di mediazione. Il proporzionale uninominale - ha sottolineato - può essere un passaggio obbligato e tutto sommato accettabile”. Prodi ostenta ottimismo e dice in giro che il suo governo durerà cinque anni, Berlusconi auspica il voto a primavera. Marini che ne pensa? “Io previsioni sulla durata non ne voglio fare - spiega la seconda carica dello Stato - capisco le due posizioni dei due leader politici”.

Il Pd deve trovare una collocazione in Europa “Il Pd deve cercare in Europa una sua collocazione autonoma. Non vedo possibile un approdo nelle famiglie europee che ci sono oggi anche se naturalmente deve esserci una collaborazione con la famiglia socialista”. Tradotto dal politichese: è assai improbabile un ingresso nel Partito socialista europeo. Al massimo è possibile una qualche forma di collaborazione-accordo.

Veltroni? Nessun complotto contro D’Alema La candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Pd non nasce da alcuna regia occulta, di Marini e D’Alema. “In politica - ha aggiunto Marini - gridano al complotto coloro che non hanno idee o forza”.

Letta? Preferivo restasse con Veltroni “Letta è un bravo ragazzo e avrei preferito che restasse con Veltroni e Franceschini”. Quindi Marini torna sulla competizione in corso tra i vari candidati che negli ultimi giorni è stata piuttosto accesa: “Veltroni è bravo perché parla dei problemi e non risponde alle accuse ridicole. Il Pd avrà bisogno di tutti e anche chi perde resterà lì. Ma lo scontro va governato con più attenzione e rispetto”.