Marino: "Servono norme più giuste, siamo pronti a riscriverle"

Senatore Marino se la Consulta dirà sì all’eterologa sarà il far west?
«Se si ragiona così rispetto alle conquiste della scienza allora dovremmo attribuire al premio Nobel Joseph Murray, che per primo effettuò un trapianto di rene, la colpa del traffico degli organi. Non si possono scrivere le leggi senza tenere conto delle scoperte scientifiche; è un errore che genera norme ingiuste».
Perché la legge 40 è ingiusta?
«È ragionevole che a una donna si imponga l’impianto di tre embrioni senza poter essere informata prima su eventuali patologie che potrebbero compromettere addirittura la sopravvivenza del feto? Poi la donna, dopo l’impianto potrà sottoporsi agli esami e decidere anche di abortire: è ragionevole? La legge 40 è frutto di un equilibrismo ideologico che risponde a ragioni di opportunismo politico e non ha nulla a che vedere con i desideri e la vita delle persone».
La legge è stata votata dal Parlamento e il referendum abrogativo è naufragato.
«Ma ci sono migliaia di famiglie che sono state costrette ad andare all’estero. Questa legge è anche profondamente discriminatoria perché ha scelta soltanto chi può permettersi di spendere migliaia di euro per un ricovero in una bella clinica in Svizzera, dove trovare tutte le cure necessarie. Chi non ha i soldi si vede negato un diritto e non gli resta che rivolgersi alla magistratura o alla Consulta».
Ciò che è tecnicamente possibile va sempre realizzato? La scienza può tutto?
«Non sono contrario alle regole in assoluto. Riscriviamo una nuova legge visto che questa è già stata praticamente cancellata dalle sentenze. E qualcuno mi spieghi perché dobbiamo dire no a una donna che desidera con tutto il cuore affrontare la straordinaria esperienza della maternità».