Mario Donizetti, tecnica nuova e anche on line

«Un'arte che è inspiegabile a parole, produce effetti simili a quelli della musica. Indubbiamente raggiunge un punto apicale di qualità», dichiara Ermanno Olmi all'inaugurazione della mostra del suo amico e compaesano, entrambi di Bergamo, Mario Donizetti. Sono parole che ben si adattano ai quadri e le sculture dell'artista, che sono esposte in gran numero a Milano in una personale: una pittura complessa, una tecnica tirata al limite del credibile, perché usata con tale maestria che alla fine non si vede, non si capisce come sia stato realizzato il quadro. «Personalmente sono interessato all'arte del dipingere - dichiara Donizetti- non voglio sconvolgere con un'idea strana o una tecnica particolarmente sbalorditiva perché nuova. Secondo me la tecnica è la stessa in tutti i tempi». E continua: «Il modo di dipingere di Manet equivale a quello di Tiziano, la distinzione a cui si arriva parte dal contenuto che si vuole esprimere, non certo dalla forma». A prima vista i suoi ritratti e paesaggi richiamano un gusto rinascimentale, per le proporzioni e le forme delle figure, per i colori e i soggetti (donne o nature). Ma Donizetti si ritira da tale associazione: «Io parto dalla natura, la osservo a fondo e voglio fissarla. Uso sia una tecnica nuova, inventata da me (ndr ovvero quella del “Pastello encaustizzato”, la pittura a pastello si fissa con il vapore bollente, e l'effetto è di rendere i tratti precisi quasi come in una foto, anche se l'effetto è “morbido”) sia tecniche dimenticate ormai da secoli, come quella della tempera all'uovo». Una carriera sempre in evoluzione, sia per le opere (hanno posato per lui personaggi celebri come Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman e molti altri), sia per il suo impegno nell'insegnamento: ha infatti fondato, ad Aquileia, un'Accademia di belle arti in cui insegna le tecniche d'arte e le cui lezioni sono anche seguite in tutto il mondo via internet (www.donizetti-museoscuola.it).
Mario Donizetti fino al 5 maggio alla Galleria Gabriele Cappelletti, via Brera 4