«Mario fagliela vedere» E lui realizza una doppietta

MilanoQuasi sei mesi dopo, il filo si riavvolge. Al centro dell'attacco dell'Inter c'è lui, Mario Balotelli. Ma è l'Inter primavera, pronta a sfidare il Treviso per la decima giornata di campionato. Una sorta di purgatorio, solo l'ultimo della serie di tentativi che Josè Mourinho sta attuando per far sbocciare definitivamente «SuperMario».
Era da quell'Inter-Sampdoria dell'8 giugno, finale del torneo 2007-2008 (vinta dai blucerchiati), che il ragazzo non indossava la maglia nerazzurra al «Giacinto Facchetti». Ma poco sembra cambiato (l'allenatore della primavera dell'Inter Vincenzo Esposito conferma: «È uno di noi»): i compagni urlano «Mario» e lo cercano come punto di riferimento offensivo. Azzardando un paragone, è l'Ibrahimovic della primavera; ma questo a Mourinho non basta, e non dovrebbe bastare neanche a Balotelli.
Rispetto al solito, c'è una maggiore affluenza di pubblico: segno che il richiamo per vedere se il ragazzo ha capito la lezione è forte. E lui ci mette subito del suo: passano solo tre minuti quando insacca l'1-0 dopo una corta respinta del portiere avversario. A onor del vero, nei restanti 42 minuti del primo tempo, che l'Inter chiude sul 2-0 grazie al gol di Daminuta, di Balotelli si perdono un po' le tracce.
La classica andatura ciondolante si scontra con gli urlacci ai suoi compagni, colpevoli di lanci o troppo lunghi o troppo corti: comunque troppo sbagliati a suo modo di vedere. In un contrasto aereo usa i gomiti, al solito, un po' troppo larghi ma immediatamente chiede scusa all'avversario colpito. I tifosi comunque non si perdono d'animo «Mario corri», «Mario vieni qui» e anche «Mario, fagliela vedere a Mourinho».
Dopo l'intervallo la partita dell'osservato speciale si accende. Complice una squadra che gioca più per lui che nella prima frazione di gioco (probabilmente serviva del tempo per oliare i vecchi meccanismi), Balotelli entra nel vivo del gioco. Il 3-0, realizzato su rigore da Destro, viene da una sua incursione in area, fermata da un difensore trevigiano con la mano; pochi minuti più tardi mette i titoli di coda alla partita realizzando il quarto gol interista, battendo di piatto il portiere in uscita. Ci sarebbe spazio anche per la tripletta ma il terzo gol gli viene annullato per fuorigioco. Il Treviso poi segna la rete della bandiera che chiude la partita sul 4-1.
Ma a quel punto tutti erano già ad aspettare Balotelli fuori dagli spogliatoi, per sapere come aveva vissuto la «retrocessione»; speranza vana, dato che il giocatore decide di rintanarsi nel silenzio. Per lui ha allora parlato Esposito: «Mario è stato presente e positivo, ha messo minuti nelle gambe come Mourinho vuole. Ha fatto benissimo ma deve ricordarsi sempre di ascoltare i consigli del mister e di seguire gli esempi che ha in prima squadra». Conclusione: Balotelli è di un'altra categoria e anche ieri lo ha dimostrato segnando due gol in scioltezza ma all'interno di una delle sue solite partite, un po' molli e poco grintose. Per Esposito e la Primavera è bastato. Per Mourinho forse anche: «Martedì sarà a Brema».