Mario Venuti, chitarra e voce Le suggestioni del pop e dintorni

Chitarra acustica e voce. Difficile creare l’atmosfera nelle mille sfumature che vanno dal fenomeno all’artista da osteria. Mario Venuti in questa veste non è un mostro ma ha personalità; le sue canzoni giocano sulla disarmante musicalità, sui testi semplici, il tocco chitarristico è raffinato, senza tecnica mostruosa ma con tanto cuore. Snoda trame ritmiche usando lo strumento come sottofondo al suo discorso poetico, ricordando a tratti Concato. Piace al pubblico, che affolla le sale in cui propone il «Sulu tour». Il Blue Note di Milano, preso d’assalto domenica, ha dovuto saltare la serata di chiusura e replicare lunedì. Tante ragazzine, ma anche un folto pubblico adulto s’è fatto conquistare sin dalle prime note di Le maniglie dell’amore; a Nina Morena sono scattati i battimani a tempo e i canti in coro (sottovoce per non rovinare l’atmosfera)e poi una sfilata di suggestioni di pop e dintorni, da Magneti a Crudele con omaggi a Carlos Gardel (Volver) e la bella citazione di Echi d’infinito scritta per Antonella Ruggiero. Molto meglio così che con la band.