Mario Venuti: ecco il mio concerto minimal

Niente batteria, niente archi o fiati, neppure un basso elettrico su cui far correre le mani durante i pezzi più veloci. Sul palco del Circolo degli artisti questa sera (ore 22) Mario Venuti sarà solo o meglio Sulu, per usare l’aggettivo in dialetto siciliano che dà il nome al suo ultimo tour. Il cantante catanese sta portando in giro per i teatri e i club italiani uno spettacolo privo di orpelli, essenziale fino all’osso, con chitarra e voce chiamate a dividersi in parti uguali il ruolo di protagoniste. L’intento è quello di ricreare in ogni tappa una dimensione raccolta, un’intimità quasi domestica, la stessa in cui sono stati concepiti i suoi brani più noti. Sembra quasi che Venuti abbia avvertito la necessità di guardarsi dentro e di intessere un dialogo immediato con il suo pubblico dopo un 2006 molto convulso, iniziato con 60 date lungo lo Stivale insieme agli Arancia Sonora e proseguito in Sud America con una tournée internazionale tra Uruguay, Argentina e Brasile. Sempre lo scorso anno è uscito Magneti, un viaggio in dodici tracce dove un’impronta decisamente pop ha preso il posto delle contaminazioni etniche dei lavori precedenti. A partire dai singoli Un altro posto nel mondo o Qualcosa brucia ancora, il disco è percorso da una leggerezza pensosa che lo rende intenso e godibile allo stesso tempo. Quella stessa leggerezza che ritorna in tutti i successi dell’artista siciliano come il tormentone radiofonico Veramente, la solare Un attimo di gioia e soprattutto in Mai come ieri, ballata malinconica cantata in coppia con un’altra catanese doc, Carmen Consoli.
Al Circolo degli artisti, in un arrangiamento minimale, tutti questi brani saranno in scaletta per un set acustico che, partendo dagli esordi coi Denovo, ripercorrerà l’intero cammino musicale del Mario Venuti solista.