Marionette al Piccolo col «Sogno di Scipione»

La «Compagnia Carlo Colla e Figli» presenta la sua ultima creazione: prima mondiale nel segno della musica

Viviana Persiani

Novantotto marionette per una partitura inedita firmata dal grande compositore di Salisburgo Wolfgang Amadeus Mozart; dopo l'inaugurazione del Festival delle Marionette dedicato a Mozart con la presentazione del Don Giovanni per mano della compagnia Figli d'Arte di Cuticchio, al Teatro Grassi, da stasera, Il sogno di Scipione della Compagnia Carlo Colla e Figli è il secondo appuntamento con il sodalizio artistico tra teatro di animazione e musica.
Il direttore artistico del Festival Eugenio Monti Colla, dopo essersi occupato dell'allestimento dell'opera, racconta della magia che sta dietro alla preparazione di uno spettacolo marionettistico.
Come mai tutti questi personaggi?
«In effetti la versione mozartiana prevede sei protagonisti, ma io ho voluto arricchirla popolando il regno degli spiriti beati che vagano nel cielo, quelle essenze celesti che nell'opera originale sono solo citate. Inoltre, il finale sarà una sorpresa: cinquanta marionette accorrono a corte dove si trovano riunite per assistere allo spettacolo di chiusura, quello dedicato al vescovo».
Cos'è il «Sogno di Scipione»?
«Alcuni studenti la ricordano come la ostica versione latina da tradurre, tratta dal De Re Publica di Cicerone. Il grande compositore austriaco, l'enfant prodige, la musicò dando vita ad un lavoro che non fu mai presentato, se non il canto di chiusura».
Ha voluto essere originale?
«Senza dubbio non corro il rischio di imitare qualche altro artista; si tratta, infatti, di un'opera inedita della quale ho sfruttato al meglio la dimensione onirica. Il mio lavoro offre la fatica di un grande autore rivisitata dal mondo della marionette».
Solo Mozart ha musicato questa opera ciceroniana?
«No, prima di lui un'altra ventina di autori ne hanno offerto versioni musicali, scritte in occasione di matrimoni di quella o di questa principessa per rendere loro omaggio. Mozart scrisse Il sogno di Scipione dedicandolo ad un vescovo, ma quando fu pronta, il destinatario morì e il successore di quest'ultimo non volle sapere della sua presentazione; non era in effetti un amante dell'arte e in particolar modo della famiglia Mozart che, a parer suo, era continuamente alla ricerca di gloria».
Avete trasposto la versione integrale dell'opera di Mozart?
«Sì, aggiungendo tre pezzi tra i quali danze e ballate».
In un certo senso, quindi, quella di stasera sarà una prima assoluta?
«Direi di sì, una prima mondiale».
Un altro kolossal della famiglia Colla?
«Speriamo che il pubblico apprezzi questo nostro lavoro nel quale abbiamo creduto da subito».
Quando apriranno il sipario del Teatro Gerolamo?
«Io e mio cugino Carlo III siamo cresciuti al Teatro Gerolamo, l'unico locale al mondo costruito per le marionette. Fu il Comune di Milano, nel lontano 1868, a finanziare i lavori per la nascita di questo spazio, consacrato al teatro dell'illusione, della magia e della festa. Qui ha preso corpo il nostro teatro di tradizione. Ormai è chiuso da vent'anni, anche se stanno intervenendo per renderlo nuovamente agibile. Spero solamente che non lo snaturino trasformandolo in una sala polivalente».