Il marito di Barbara arrestato e insultato dalla folla: "Bastardo, pena di morte"

Delitto di Marsciano, l’uomo in manette prima delle esequie della moglie e della figlia mai nata. All’arrivo in carcere la gente gli urla: &quot;Bastardo, ci vuole la pena di morte&quot;. La famiglia: &quot;<strong><a href="/a.pic1?ID=181638" target="_blank">La picchiava a sangue per un paio di calzini</a></strong>&quot;. Il dramma dei bambini, <strong><a href="/a.pic1?ID=181637" target="_blank">orfani per la seconda volta</a></strong>

Marsciano - Arrestato. Poco prima che cominciassero i funerali di sua moglie Barbara e di Viola, la piccola mai nata. Roberto Spaccino da ieri pomeriggio è in carcere a Perugia, accusato di omicidio volontario, aggravato da «futili motivi, crudeltà verso la vittima, rapporto di coniugio». Dopo cinque giorni d'indagine, la Procura umbra ha «ritenuto di aver raggiunto consistenti indizi di responsabilità» nei confronti di Spaccino, e alle 14.20 di ieri, nella caserma dei carabinieri di Marsciano, gli ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Poco più di venti pagine, incentrate sulle presunte incongruenze nel racconto dell'uomo sui fatti di quella sera e sulle testimonianze di vicini e familiari. Che disegnano un marito manesco, aggressivo, pronto ad alzare le mani sulla moglie anche per la più banale delle discussioni. Liti frequenti, e botte date anche alla presenza dei figli della coppia, di 4 e 8 anni. Tanto che il maggiore avrebbe cominciato ad assumere l'atteggiamento del papà. Fino alla notte di giovedì scorso, nella villetta di Compignano. Dove, secondo il pm Antonella Duchini e il gip, Spaccino avrebbe pestato a morte Barbara. Ancora nessuna traccia, nel provvedimento emesso dalla procura di Perugia, delle perizie del Ris sui rilievi effettuati nella villetta dei coniugi Spaccino, né si trovano nell'ordinanza riferimenti alle immagini delle telecamere della banca vicino alla lavanderia di proprietà della coppia, che avrebbero ripreso l'uomo mentre entrava nel negozio in un orario compatibile con la morte. «Sono dispiaciuto di non poter essere ai funerali di Barbara», avrebbe detto l'uomo, appena arrivato in caserma, quando gli è stata notificata l'ordinanza.

Aveva lasciato il borgo dove sorge la sua villa alle 13.53, in compagnia dei suoi avvocati, Michele Titoli e Luca Gentili, su una Bmw blu, seguito da un'auto dei carabinieri. Ma i suoi legali hanno dovuto andarsene subito dopo l'arresto, perché il provvedimento del gip prevede il divieto di colloquio con i difensori fino all'interrogatorio, e non hanno potuto nemmeno prendere copia dell'ordinanza. Alle 15.20, quando la chiesa di Morcella era ormai piena, e in prima fila sedeva anche suo padre, Spaccino ha lasciato la caserma di Marsciano per essere trasferito nel carcere di Capanne, a Perugia. Ha trovato ad aspettarlo decine di abitanti che lo hanno insultato, gridandogli «bastardo» e chiedendo «giustizia per Barbara». Non è finita qui. Si aspettano le risultanze degli esami del Ris e, come spiega la procura in un comunicato, «le indagini continuano in ogni direzione per l'ulteriore raccolta di elementi idonei a valutare la possibilità di sostenere o meno l'accusa in giudizio nei confronti di Spaccino». Comprese altre testimonianze, anche di una persona molto vicina all'indagato. Nel frattempo i due bambini, affidati alla nonna materna dal giorno dell'omicidio della mamma, da ieri sera sono ancora più soli.