Marito e moglie? No, solo «coniugi»

Entrata in vigore lo scorso 3 luglio, la legge che consente alle coppie gay di contrarre matrimonio e di adottare bambini è stata proposta in Spagna lo scorso 21 gennaio presso il congresso dei deputati. La proposta, si legge nel testo, nasce dall’impossibilità dei legislatori di «negare l’evidenza: la società spagnola si è evoluta», diventando «più ricca, diversificata e dinamica» rispetto al 1889, anno in cui fu redatto il Codice civile tuttora in vigore nel Paese. La modifica del Codice si basa pertanto sulla volontà di «annullare le discriminazioni riguardanti l’orientamento sessuale», puntando sulla solidità di una relazione affettiva e non sulla composizione biologica della coppia. Le modifiche intervengono fondamentalmente sui termini: non compaiono più «moglie» e «marito» ma bensì solo le parole «coniugi» o «consorti». Inoltre, si specifica che i matrimoni omosessuali godono degli stessi diritti delle unioni tra eterosessuali, compresa la possibilità di adottare bambini. Tra le motivazioni della proposta viene data molta enfasi all’importanza delle relazioni affettive, considerate «occasione di evoluzione della personalità», e pertanto considerate dalla Costituzione come «fondamenti dell’ordine politico e della pace sociale».