Marito e moglie si lasciano rovinati dai bond argentini

Di solito succede così: lei è la risparmiatrice, lui è quello che spende. Capita in tutte le famiglie italiane, non fate i furbi, anche nella vostra. E probabilmente era stato così anche a Cremona. Noi non li conosciamo ma è come se li avessimo davanti: lei la risparmiatrice, lui quello che spendeva, per oltre trent’anni di matrimonio, trent’anni di rimproveri del tipo «te l’avevo detto io». Poi la terribile rivincita. Un giorno insomma succede che lui - lo spendaccione - passi dall’altra parte e che per questo alla fine vada tutto a rotoli.
È il caso di Cremona, si diceva, il caso di una famiglia rovinata a ritmo di «tango bond», uno dei crac finanziari del Duemila che si contende con la simpatica combriccola della Parmalat il titolo di (mal?) affare del secolo. Insomma, noi non li conosciamo ma la storia non può essere che questa. Lei, la risparmiatrice, si fa attrarre dalla moltiplicazione dei soldi e non contenta delle abituali qualità femminili stile formichina non vuole solo vincere: vuole stravincere. Così prende tutti risparmi di una onorata carriera (quella di lui, ovviamente) - per la cronaca 120mila euro - e decide di giocare duro: li punta tutti sui bond argentini.
In banca, ovviamente, è un’ovazione: l’investimento è sicuro - che diamine! - darà frutti miracolosi. Il promotore finanziario è financo un po’ invidioso per il gruzzolo che quella signora riuscirà a realizzare e lei - felice - si prepara alla nuova ondata del «te l’avevo detto». Poi però torna a casa - era il 2001, è come se la vedessimo ora - e apprende dalla televisione la tragica verità: in Argentina non conoscono le abitudini delle famiglie italiane. E non solo: decidono che di quel prestito intenazionale non restituiranno neanche un centesimo. Perché semplicemente quei centesimi non li hanno più. Così, la nostra famiglia di Cremona entra a pieno titolo nella squadra dei 450mila risparmiatori a cui sono spariti in un amen 14 milioni di dollari, che in euro fanno un po’ meno ma sempre tanto. E così, la nostra famiglia, dopo un inutile tentativo di recuperare parte dei sudati risparmi, perde tutto quello che era rimasto. Cominciano recriminazioni e rancori ed è facile intuire: lei, la risparmiatrice regina del «te l’avevo detto» ha fallito e lui decide di lasciarla. Separazione.
Questa, più o meno, la realtà. Poi la cronaca locale racconta che lì vicino, sempre a Cremona, un’altra vittima dei «tango bond» è riuscita a riavere tutti i 20mila euro allora investiti. Non si sa bene come abbia fatto. Ma se dovessimo indovinare il sospetto però è che sia un single.