Il marito la picchiava la donna si suicidò: è battaglia per i figli

I bambini, affidati al Comune, vivono ancora con il padre

Una donna suicida a causa delle «continue percosse» del marito. I parenti di lei, in una guerra di carte bollate, si appellano ora al tribunale anche per la custodia dei figli, che attualmente vivono ancora con il padre nonostante il tribunale dei minori li abbia dati in affido al Comune di Cornaredo.
La donna si è uccisa, gettandosi dal quarto piano, per sfuggire alle continue percosse del marito: questa è l'ipotesi accusatoria formulata dal pubblico ministero Fabio Roia al termine delle indagini preliminari a carico di Maurizio I. L'uomo picchiava «sistematicamente» la moglie, «provocandole in almeno 3 occasioni lesioni refertate da strutture ospedaliere», scrive il pm; violenze che «avvenivano in presenza dei figli minori», di 6 e 10 anni. Figli che tutt'ora vivono con il padre: il tribunale dei minori, dopo la morte della donna, ha affidato i due bambini al Comune di Cornaredo «pur mantenendoli collocati presso il padre e i nonni paterni», si legge nel provvedimento del giudice minorile Daniela Guarnieri.
Una «contraddizione», secondo i parenti della vittima: in particolare la sorella, Carmen Orbani, che da un anno sta lottando per allontanarli dal padre. E il legale della Orbani, l'avvocato Gianluigi Sguazzi, ha ora chiesto al Tribunale per i minorenni «l'acquisizione presso la Procura dell'avviso di garanzia» a carico di Maurizio I. per ottenere l'affidamento dei bambini. Bambini maltrattati, scrive il pm, perché presenti alle violenze subite dalla madre posta in uno «stato di grave sofferenza personale e una penosa condizione di vita». Come testimoniano le lesioni riportate dalla donna ed elencate da Roia: «Trauma cranio-facciale» il 5 giugno 2002, «trauma cranico e al braccio sinistro» il 9 marzo 2003, «stato ansioso con ricovero» il 9 febbraio 2004.