Il marito della vittima aveva già perso moglie e due figli

Preso di mira da un tragico destino. Vent’anni fa, in via dell'Olivetello, a poche centinaia di metri dal casale crollato, Nicola Nicolini perde la prima moglie e un figlio neonato in un drammatico incidente stradale. La donna, ironia della sorte, si chiamava Patrizia, come Patrizia Petricig, la vittima dell’esplosione di ieri. Rimasto vedovo e con il secondo figlio da crescere, pochi anni dopo Nicola viene colpito da un altro lutto quando anche il ragazzino muore in seguito a una lunga malattia che non perdona: la leucemia. Una quindicina di anni fa il secondo matrimonio e la nascita di Alessandra. La vita sembra dargli un’altra chance. «È una tragedia nella tragedia, non ci si può credere - commenta un abitante -. Qui a Maccarese siamo distrutti per Patrizia, una donna schiva, discreta, che aveva grande amore e cura della figlia. Siamo sconcertati perché qui ci conosciamo tutti e la loro famiglia era erede di una delle famiglie bonificatrici della zona». Originario della provincia di Treviso un 70enne che abita di fronte il casale andato distrutto ieri: «Brave persone i Nicolini - ricorda -, praticamente li ho visti crescere. I miei vennero qui come i loro genitori negli anni ’30, io sono nato nel ’38 a Roma. Mi sento romano anche se ho l’accento dei primi coloni veneti. Come Galdino e Mirella Busolo, i due anziani feriti». In ospedale Vincenzo Maiulo, il medico di 51 anni che era al piano superiore, racconta: «Il boato che ho sentito non era grande, però ho avvertito un grossissimo spostamento d’aria. Così sono sceso di sotto e sono uscito fuori». Per lui è la salvezza: l’uomo è l’unico dei 5 feriti che non ha avuto bisogno di cure. «Qualcuno - prosegue -, un giovane che passava, si è arrampicato ed è riuscito a salvare, tirandola fuori dalle macerie, la coppia di anziani. Un eroe».