LE «MARKETTE» MIGLIORANO SEMPRE

Terzo anno di Markette (martedì mercoledì e giovedì su La7, ore 23,45) e si sa che il terzo anno per un programma televisivo è come il settimo per un matrimonio: tutti a paventare la crisi, dopo la luna di miele del primo anno e la coda positiva ancora favorevole che di solito accompagna la seconda edizione. Ma la terza, coma sarà la terza? Diventerà ripetitiva? Avrà il fiato corto? Comincerà la china discendente? Barcollerà attaccandosi al tubo dell'ossigeno, senza più idee e fantasia? Per ora, pur costretto a finire intorno all'una di notte neanche fosse un programma culturale, Markette regge bene alla prova e Chiambretti appare in forma tonica. Anzi, se possibile ha migliorato almeno in un aspetto: fa girare meglio la sua «squadra», che nel frattempo si arricchisce di stagione in stagione di qualche rinforzo e ora conta, opportunamente obbligati a un sano turn over ispirato alle panchine delle compagini calcistiche, personaggi vecchi e nuovi ben mischiati tra loro: Costantino della Gherardesca, Rosalia Porcaro, Sabina Negri, Claudio Lauretta, Gennaro Cosmo Parlato, Andrea Lehoska, l'opinionista politico in vena di divagazioni satiriche Daniele Capezzone, Alfonso Signorini, la sorridente «valletta» Karina Michelin in sostituzione della stangona Magda Gomes, rivelazione delle precedenti edizioni. Inoltre, continuando nella felice abitudine di voler cercare sempre qualche idea nuova, Chiambretti si è inventato insieme ai suoi autori il faccia a faccia tra fresche bellezze televisive denominato ironicamente «Cervellopoli», che costringe le intervenute a sfidarsi a colpi di risposte disinibite (in fascia oraria non protetta e quindi libera da vincoli espressivi) su argomenti che spaziano dalla bellezza all'intelligenza, al sesso, ai sentimenti. È un siparietto in cui non riesci a capire fino a che punto le risposte siano farina del sacco delle ospiti o vengano invece suggerite da un copione precedentemente recapitato, il che rende l'insieme gustosamente ambiguo e contrappuntato da qualche aforisma «d'autore» affidato agli interventi di Costantino della Gherardesca e Andrea Lehoska (del tipo: «affidarsi alla bellezza è come nascere ricchi e diventare sempre più poveri», o «il peccato è una nozione geografica», o ancora «il buon gusto è saper fare le cose volgari di nascosto»). Giunto al terzo anno, Markette consolida il suo ruolo di trasmissione border line, posta un passo oltre i confini dei luoghi comuni ma un passo indietro rispetto al precipizio di una disinibizione incontrollata e fine a se stessa. È un equilibrio difficile da mantenere, non sempre raggiunto in ogni puntata, ma quando ci riesce il programma diventa un'occasione allegramente adrenalinica per concludere la serata televisiva.