Marko, genio informatico a 8 anni già in azienda

Il piccolo macedone appassionato di computer, matematica e fisica è il più giovane responsabile IT del mondo. Gli altri bimbi stanno svegli per vedere i cartoni, lui l'esperimento del Cern di Ginevra

A due anni sapeva leggere e scrivere. E le sue prime parole le ha lette su un computer. Il destino di Marko Calasan, un bimbo macedone di otto anni, non ha mai avuto incertezze. Fin dalla più tenera età era chiaro che strada avrebbe preso. Succede ad alcuni bimbi di avere la strada tracciata già nei primi anni di vita. Marko però, quella strada l'ha percorsa alla velocità della luce, o meglio, dei bit. A otto anni, il geniale bambinetto macedone è il primo responsabile informatico di un'azienda di cui si abbia notizia al mondo.

Record Certo, qualche fattore "ambientale" ha pesato nella breve vita di Marko Calasan. E' nato e vive a Skopje, capitale della Macedonia, dove i genitori gestiscono una scuola di apprendimento all'uso del computer. Il loro responsabile IT? E' il figlio. Quando uno dei computer si blocca, o ci sono problemi software da risolvere, i genitori si rivolgono a lui, come farebbero a un qualunque addetto all'help desk di un'azienda.

Abilità straordinarie "Fin da piccolo -racconta la madre, Radica, di 37 anni- Marko ha dimostrato capacità di apprendimento eccezionali. Lui è sicuramente dotato in modo speciale, ma bisogna anche dire che in realtà le abilità di apprendimento dell'uso del computer, nei bambini al di sopra dei sei anni sono molto superiori a ciò che comunemente si crede". Sta di fatto che nessun moccioso di quell'età finora aveva ottenuto un posto da tecnico It. E la notizia lo ha reso famoso in Macedonia.

Hobby Ma cosa sogna, a cosa pensa, per cosa si emoziona un ragazzino così fuori dal comune? A scuola, la materia preferita di Marko è ovviamente la matematica. Ma anche la fisica e l'astronomia. E infatti lui di solito non è uno che fa storie quando è ora di andare a dormire perché vuol vedere i cartoni. A tenerlo sveglio invece è stata l'ansia per il via all'esperimento del Big Bang, l'acceleratore di particelle del Cern. Era l'esperimento in sé a eccitarlo, non certo la paura della fine del mondo, "Sapevo che non c'era questo rischio, anche se i giornali lo dicevano", arriccia il naso il piccolo Marko. I suoi coetanei invece, guardando i colori del super acceleratore, l'Lhc, probabilmente lo scambiano per la più grande trottola del mondo. Per loro fortuna.