Un marocchino clandestino tenta di stuprare una turista

La donna, a Chiavari in vacanza, aggredita da un africano di 32 anni che poi tenta la fuga

Chiara Ennas

Chiavari si aggiunge alla lunga lista dei teatri di stupri che in questi giorni coinvolgono molte città d’Italia: mercoledì, nella cittadina ligure del levante, una donna di 42 anni è stata picchiata selvaggiamente da un immigrato, dopo che questi l’aveva scambiata per una prostituta e aveva tentato d’usarle violenza. Il fatto è accaduto in un giardino di via San Nazario Sauro, una delle strade centrali, mentre la donna, Daniela P., in questi giorni in vacanza, stava tornando in albergo; alle 23 e 30 alla Polizia del luogo è arrivata una chiamata da parte di chi aveva sentito le urla della donna. Le forze dell’ordine, sopraggiunte immediatamente sul posto, hanno trovato l’uomo, Hicham S., un marocchino di 32 anni, mentre cercava di fare violenza alla turista, dopo averla gettata a terra e colpita più volte. Il giovane ha cercato di scappare, ma è stato bloccato subito dopo, con l’accusa di tentata violenza sessuale, atti osceni in luogo pubblico e lesioni. Daniela, intanto, è stata portata all’ospedale di Lavagna, dove le hanno riscontrato vistose tumefazioni sul volto - il marocchino l’aveva infatti colpita con pugni e schiaffi, come lei stessa ha poi raccontato agli agenti - e contusioni sulla braccia e sulle gambe, ma fortunatamente se la caverà con 25 giorni.
Il cardinale arcivescovo Tarcisio Bertone, a proposito del moltiplicarsi della violenza, invita a non strumentalizzare, e a non «erigere barriere nei confronti degli stranieri», ma anche a «tornare ad avere un senso morale e a vedere l'uomo e la donna al centro dei valori».
Quello di Chiavari è solo l’ultimo degli episodi drammatici accaduti negli ultimi giorni in Italia, a partire dalla vicende di Milano e nel parco Villa Spada a Bologna, dove una giovane di 19 anni e una ragazza di 15 anni sono state stuprate, la seconda sotto gli occhi del fidanzatino immobilizzato da uno dei due assalitori marocchini. A partire dall’inizio di giugno, Milano ha visto accadere tre episodi simili in due settimane, confermando appieno la tendenziale crescita di episodi di violenza nei confronti di ragazze e donne, non solo italiane, ma anche di altre nazionalità, come è successo ieri a Civitavecchia, dove è rimasta coinvolta per ben due volte una rumena di 28 anni, arrivata in Italia per fare la badante. Si è inoltre notato dalle stime del Telefono Rosa di Torino che durante la stagione estiva la frequenza dei casi si moltiplica, anche se «il clima non può essere il responsabile dell’aumento dell’aggressività maschile», afferma l’associazione torinese. A questo proposito sono fioccati commenti da ogni parte, e gli esponenti politici non si sono risparmiati, data la gravità della situazione: la proposta più coraggiosa è arrivata dalla Lega, con il senatore Roberto Calderoli, ministro delle Riforme istituzionali, che ha suggerito la castrazione chimica come rimedio per i reati sessuali. Proprio ieri la capogruppo della Lega in commissione Giustizia, Carolina Lussana, ha depositato il testo della proposta di legge, con l’obiettivo di modificare la rubricazione della violenza sessuale all'interno del codice penale, dal momento che «la violenza sessuale comporta un danno biologico e psicologico permanenti», come ha sottolineato Andrea Gibelli, anch’egli capogruppo della Lega. Questa proposta però non ha trovato alcun appoggio, né da parte di altri politici, né dai magistrati: Francesco Maisto, sostituto procuratore presso la Corte generale d'Appello di Milano, ha ribadito che l’inasprimento delle pene e l’invito alla «tolleranza zero» non possono essere soluzioni giuridiche, «ma solo elettorali».