Marocchino restituisce i soldi rubati tre anni prima

Il marocchino entra al bar e chiede un marocchino. Inteso come caffé, chiaro. Ma la barista mica pensa a quell’ordinazione quanotmeno curiosa. Macché, è troppo intenta a seguire la mano dell’extracomunitario che si infila in tasca. Novi Ligure non è mica diverso dagli altri posti, c’è poco da fidarsi. E Gianna Lucarelli non ha problemi a raccontare che quella volta lei stessa è andata subito a pensar male.
Invece il marocchino aveva messo la mano in tasca per tirare fuori centocinquanta euro e porgerli alla donna che lo stava servendo. Troppi per il caffé. Infatti lui spiega subito: «Tu sei Gianna, vero? Prendili, sono tuoi. Te li avevo rubati tre anni fa». Di candid camera in giro non ce n’erano. E dopo qualche attimo di smarrimento, la barista ha provato a capire qualcosa in più. «Sì, te li ho rubati, eri seduta in un locale con un’amica e ti ho infilato la mano in borsa», prosegue il marocchino. Che racconta la sua storia, non tanto per cercare giustificazioni, quanto per spiegare che allora quei soldi gli servivano per mangiare. E che sapeva bene di non aver scelto il modo migliore per procurarseli. Tanto da giurare a se stesso e alla sua coscienza, di trasformarli appena possibile in un prestito. Sì, insomma, di restituirli.
Gianna Lucarelli ammette di non essersi mai resa conto del borseggio subito. Però la precisione del racconto di quel trentenne sconosciuto la convince. Di più. La barista apprezza molto quel gesto. Si commuove quando l’extracomunitario spiega che per lui si tratta di un dovere morale, di un peccato dal quale vuole allontanarsi, di un tentativo di riparare a quel furto anche per motivi religiosi. Alla fine guarda negli occhi il marocchino che prova a sfuggire lo sguardo per la vergogna e gli sorride: «Tienili, non li voglio». Niente da fare. Quei soldi restano sul bancone, anche se in fondo allo straniero farebbero ancora comodo. E infatti lui, dopo tante insistenze, si dice disposto a tenerne anche solo una piccola parte. Gianna capisce come fare per spuntarla nella trattativa più difficile con il marocchino: «Tieniti i soldi. E per la tua coscienza non ti preoccupare. Hai il mio perdono, dillo pure a Dio. E il caffé è offerto». Una storia così non capita spesso. Ma capita.