Marocchino ucciso a pugni: 3 in cella

A Brescia in manette due italiani e un albanese per la morte di Mohamed Chamrani, ucciso a Desenzano il 19 ottobre. L'immigrato era stato selvaggiamente picchiato e, poi, gettato nel lago. Nella gang anche altri due ragazzi. Il procuratore aggiunto: "Vicenda sconvolgente"

Brescia - "Una vicenda che è poco definire sconvolgente". Ha usato proprio queste parole il procuratore aggiunto di Brescia, Fabio Salamone, per definire il terribile omicidio di Mohamed Chamrani, marocchino di 34 anni, ucciso a Desenzano il 19 ottobre scorso. Per il delitto sono stati arrestati tre giovani residenti a Calcinato (in provincia di Brescia) con l'accusa di omicidio volontario e le aggravanti per futili motivi, minorata difesa e particolare crudeltà.

L'arresto dei tre ragazzi I carabinieri della compagnia di Desenzano hanno arrestato tre uomini, due dei quali minorenni all’epoca dei fatti, per la morte di un immigrato marocchino. Il corpo della vittima venne trovato nelle acque del lago di Garda, a Desenzano, vicino al porto, il 24 ottobre scorso. La morte, sulla base dei primi accertamenti sanitari sembrò dovuta a cause naturali. Successivamente, però, anche sulla base di testimonianze raccolte dai carabinieri, emerse che la vittima era stata presa a calci e pugni il 19 ottobre e per questo era finita nelle gelide acque del lago. Il pestaggio sarebbe avvenuto per antichi rancori tra gli arrestati, dei quali due sono italiani e uno d’origine albanese, e la vittima.

Il pestaggio e la morte Si tratta di Stefano Rizzi, 20 anni, e di altri due che all’epoca dei fatti erano minorenni. Uno degli arrestati ha riferito ai carabinieri che il pestaggio sarebbe avvenuto per il rancore maturato in seguito a dei tentativi di abuso sessuale nei suoi confronti da parte dell’ immigrato. I tentativi, sempre secondo quanto dichiarato ai carabinieri, risalirebbero ad alcuni anni fa, ma di questa vicenda non si parla nelle intercettazioni ambientali utilizzate nelle indagini.

Le intercettazioni ambientali Intercettazioni ambientali sconvolgenti, freddamente violente. Risuonano come ferite ancora aperte termini come "Marocco" e "muso nero" nelle conversazioni tra uno dei tre e il proprio padre, a cui aveva rivelato quanto accaduto. Secondo quanto è stato spiegato oggi nella conferenza stampa, il genitore gli avrebbe detto però di non riferire nulla alle forze dell’ordine. Agli arresti si è arrivati grazie anche alle dichiarazioni di alcuni ragazzi che avrebbero notato l’aggressione e sentito il tonfo del corpo dell’immigrato mentre finiva nel lago di Garda.

La ricostruzione dei fatti Raccapricciante la ricostruzione della morte dell’uomo che, mentre cercava di risalire dalle gelide acque del lago, sarebbe stato preso a calci e pugni. Importante per l’arresto dei tre giovani, accusati di omicidio pluriaggravato, il fatto che nelle ore successive al delitto siano stati fermati per un controllo dalla polizia stradale. Questo dato ha consentito di considerarli tra le persone che si trovavano nella zona quando l’immigrato è stato ucciso.

L'accusa e le aggravanti Sono tre le aggravanti dell’accusa di omicidio volontario per i tre giovani arrestati. Si tratta di: futili motivi, minorata difesa e particolare crudeltà. Le indagini, peraltro, secondo quanto è stato spiegato oggi non sarebbero ancora concluse. Quando l’immigrato marocchino è stato selvaggiamente picchiato, oltre ai tre componenti della gang finiti in carcere, ci sarebbero stati altri due ragazzi nei cui confronti pero, fino a questo momento nono state configurato responsabilità del delitto.