Marocco, crolla minareto: 40 morti

Tragedia in Marocco. Almeno 40 persone sono morte e più di 70 sono rimaste ferite 
per il crollo del minareto e della storica moschea di Bab El
Bardieyinne, nella medina di Meknes, città nel centro del paese
nord-africano 140 chilometri dalla capitale Rabat

Rabat - Almeno 40 persone sono morte e più di settanta sono rimaste ferite in Marocco per il crollo del minareto e della storica moschea di Bab El Bardieyinne, nella medina di Meknes, città nel centro del paese nord-africano 140 chilometri dalla capitale Rabat. E' questo il bilancio fornito in serata dal ministero dell'interno. Un bilancio che, secondo le previsioni, è destinato ad aggravarsi. Con difficoltà a causa della pioggia e delle strette strade della città vecchia, le squadre di soccorso, dell'esercito e della difesa civile continuano a scavare perché sotto le macerie si troverebbero ancora un'ottantina di persone. Molti dei feriti, una decina dei quali in stato critico, sono stati trasportati nell' ospedale di Fes "Poco prima delle 13.00 nella moschea c'erano oltre 300 fedeli riuniti per la preghiera del venerdì - ha raccontato un testimone - quando l'imam stava per pronunciare il sermone, il minareto è crollato sul tetto della moschea ed è venuto giù tutto". Nel luogo di culto oggi vi era una folla maggiore del consueto perché la grande moschea di Al Aadam al centro di Meknes, è chiusa da un anno e mezzo per restauri. L'imam è uscito illeso dal crollo mentre gran parte delle vittime si trovavano nelle prime file. Sarebbero le piogge torrenziali che si sono abbattute su tutta la regione negli ultimi giorni ad aver provocato il crollo del minareto che risale al 1709, ma che era stato restaurato due anni fa e inaugurato dal re Mohammed VI. Quella di oggi è la peggiore catastrofe del genere ad essersi abbattuta sul Marocco. Il bilancio inizialmente pareva essere contenuto ma con il passare delle ore è apparso chiaro che la tragedia avrebbe invece assunto proporzioni molto più gravi. Sul luogo del disastro sono giunti il ministro dell'interno Taib Cherkaoui e quello per gli affari islamici Ahmed Taoufiq per coordinare le operazioni di soccorso. Re Mohammed VI ha già chiesto al governo di attivarsi subito per far riparare i gravi danni subiti dalla moschea, considerata monumento nazionale. Un testimone ha raccontato che oltre alla tradizionale preghiera del venerdi, nella moschea si doveva celebrare un rito funebre per un defunto che era già stato portato all'interno dell'edificio al momento del crollo. Sono diverse settimane che il Marocco è stato colpito da una grave ondata di maltempo, con inondazioni che hanno provocato numerose vittime, danneggiato strade e prodotto danni incalcolabili all'agricoltura.