Maroni: «Per Alitalia soluzione non facile»

Continua il braccio di ferro con i sindacati. Il ministro frena anche sull’intesa per Volare

Laura Verlicchi

da Milano

Ancora nubi nel cielo di Alitalia. Nell’attesa del vertice del primo febbraio a Palazzo Chigi tra governo, azienda e sindacati, il clima è di «tregua armata». I sindacati minacciano la ripresa degli scioperi se dall’incontro di Roma dovessero uscire risposte per loro insoddisfacenti in merito a piano industriale, andamento dei conti e, soprattutto, sulle percentuali di scorporo di Az Service tra Alitalia e Fintecna. Proteste che oltretutto uscirebbero dalla legalità, vista la tregua firmata dai sindacati per non danneggiare le Olimpiadi invernali di Torino. La soluzione non è «né facile né vicina» dice il ministro del Welfare, Roberto Maroni, secondo il quale il braccio di ferro tra azienda e sindacati continuerà.
«Se la richiesta del sindacato è quella di non arrivare alla separazione della società in due società, come è stato ipotizzato - afferma Maroni - allora non credo che sarà facile trovare una soluzione. Quella prospettata dal sindacato - aggiunge - contrasta con gli accordi presi in Europa e con la normativa europea degli aiuti di Stato». E il ministro del Welfare frena anche sull’acquisto di Volare da parte di Alitalia.
La compagnia di bandiera ha messo sul piatto 38 milioni e il commissario straordinario della low cost varesina, Carlo Rinaldini, ha già dato l’ok all’operazione, ma per Maroni le sue sono parole «inopportune e inappropriate», dato che all’intesa manca ancora la firma del ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola. «Il commissario di Volare, in modo sorprendente, ha dato per certa una decisione ancora non presa. Non è il commissario che decide se vendere o no ad Alitalia, la valutazione la fa il governo. Non vorrei - precisa il ministro - che qualcuno abbia speculato in Borsa sul titolo. Chiedo alla Consob di tenere gli occhi aperti. La vicenda della vendita di Volare è nelle mani del ministro Scajola che deciderà secondo le regole».
Alitalia, comunque, insiste sull’opportunità di un’acquisizione che le permetterà di competere con efficacia nel segmento low cost, nel quale la compagnia di bandiera non è oggi presente con un’offerta adeguata.
Un acquisto che non crea passività, sostiene ancora Alitalia, ed è perfettamente in linea con il piano industriale della compagnia. Proprio per un’audizione sulla verifica del piano è atteso giovedì in Senato il numero uno di Alitalia, Giancarlo Cimoli.