Maroni assicura: sul Tfr la riforma partirà a gennaio

da Roma

Tagli meno pesanti per i Comuni, ma conto più pesante per le Regioni. Il governo sarebbe orientato a rimodulare la manovra per quanto riguarda gli enti locali: un’ipotesi emersa in un incontro, martedì notte, fra il viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas e gli esponenti locali della Casa delle libertà. «Nulla di deciso, ancora», puntualizza però Vegas. Si sta anche valutando la possibilità di escludere dal patto di stabilità interno i Comuni fino a 5mila abitanti (attualmente il limite è fissato a 3mila abitanti). Le autonomie locali - Regioni, Comuni, Province - chiedono un incontro urgente al premier Berlusconi per discutere dei tagli inseriti nella Finanziaria, definiti «insostenibili».
La riforma dell’Anas
Oltre alla questione dei trasferimenti agli enti locali, sono molte le modifiche alla Finanziaria in corso di «progettazione». Ad esempio, il governo è pronto ad accettare nel decreto fiscale collegato alla manovra la norma - decaduta insieme con il decreto Anas - che esenta dall’Ici gli immobili commerciali di proprietà della Chiesa cattolica e delle altre religioni che hanno siglato intese con lo Stato italiano. «Se la maggioranza presenterà un emendamento sull’Ici, il governo darà parere favorevole», conferma il sottosegretario all’Economia Maria Teresa Armosino. Al contrario, il governo non accetta l’ipotesi di allungare oltre i 18 mesi il periodo di possesso delle azioni per il regime della «partecipation exemption» (pex).
Nella Finanziaria, dice a sua volta il presidente della commissione Trasporti del Senato Luigi Grillo, potrebbe approdare la riforma dell’Anas, che prevede l’uscita della società dal perimetro della pubblica amministrazione, con effetti importanti sui conti pubblici. Negli incontri delle ultime ore si è riparlato anche del concordato fiscale proposto di An per finanziare una maggiore spesa a favore delle famiglie. «Ne abbiamo discusso - conferma il sottosegretario all’Economia Michele Vietti - ma Tremonti si è detto sfavorevole». Sul fondo-famiglia da 1.140 milioni di euro, spiega ancora Vietti, si sta raggiungendo «una certa condivisione sul bonus per il secondo figlio», proposto da Roberto Maroni. Da sola, questa misura costa 520 milioni di euro; le risorse rimanenti dovrebbero essere suddivise fra libri gratuiti per le scuole, sostegni alle giovani coppie e pensionati al minimo.
Le proposte di modifica, una volta decise, confluiranno nel maxi-emendamento alla Finanziaria su cui domani, annuncia Vietti, si farà il punto con Tremonti. Il ministro dell’Economia dovrà farsi carico anche dell’ultimatum del suo collega dei Beni culturali, Rocco Buttiglione. «I tagli devono rientrare, o il ministro dovrà cambiare», dice Buttiglione. Il ministro ammette tuttavia che «bisogna rivedere il modo in cui si investe nella cultura».
Manovra-bis, tagli confermati
I tagli ai ministeri, contenuti nella correzione dei conti 2005 decisa dal governo la scorsa settimana, impattano sul fabbisogno per 1,9 miliardi di euro, ma per quanto riguarda il deficit restano gli 1,15 miliardi inizialmente preventivati. La riduzione delle spese per gli investimenti ammonta a 1,6 miliardi (500 milioni d’impatto sul deficit), mentre il taglio dell’acquisto di beni intermedi è pari a 300 milioni di euro. Lo si deduce dalle tabelle collegate al testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La manovra-bis prevede anche una norma sugli ammortamenti delle società energetiche, inserita al posto della «tassa sul tubo», che avrebbe dovuto portare nel 2006 un’entrata di 800 milioni di euro. I tagli della manovra colpiscono, fra l’altro, l’edilizia carceraria, la promozione del made in Italy, i giochi olimpici invernali di Torino.