Maroni: «Basta con l’Europa governata dalla Bce»

«Sarà una giornata storica. Umberto finalmete riabbraccerà la sua gente»

Adalberto Signore

nostro inviato a Pontida

Ministro Maroni, è arrivato il grande giorno. Dopo più di due anni la Lega torna a Pontida.
«Finalmente ci siamo. Vede, ci sono state moltissime Pontida che restano indelebili nel mio ricordo. Penso al 1990, la prima volta in assoluto, quando eravamo un centinaio di persone e le campane della chiesa suonavano ininterrottamente per disturbare la manifestazione. O al ’94, con Gianfranco Miglio, quando avevamo appena chiuso l’accordo con Berlusconi. E anche quella del ’96, quando una settimana di pioggia torrenziale non spaventò i nostri militanti che passarono una domenica praticamente nel fango, fu memorabile. Questa volta, però, sarà diverso. Resterà nella storia perché sancisce il ritorno di Umberto Bossi, un ritorno che tutti aspettano con ansia».
Quindi non è vero, come ha detto qualcuno, che Bossi non ci sarebbe stato?
«Assolutamente. Umberto ci sarà, vedrete se ci sarà. E lo circonderà l’affetto del suo popolo, alla faccia di tutti i menagramo e di certi giornali che si fanno guidare dal rancore».
Sarà una Pontida tutta incentrata sull’Europa?
«Siamo consapevoli che sta per finire una fase storica dell’Ue e vogliamo presentare una proposta alternativa. È per questo che a Pontida presenteremo due iniziative. Intanto proporremo un referendum fra tutti i militanti a cui chiederemo se intendono restare nell’euro, se vogliono tornare alla lira o se sono per la doppia circolazione».
E poi?
«Presenteremo una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per indire un referendum su quale tipo di Europa vogliono i cittadini».
Due iniziative che riceveranno certamente molte critiche.
«Il problema è che le forze politiche, comprese quelle della Casa delle libertà, sembrano rassegnate ad accettare il declino dell’Europa. Per loro, qualunque cosa facciamo è una sorta di peccato mortale, perché verso la Lega c’è un atteggiamento pregiudiziale e ostile. Poi, però, passa qualche tempo e si scopre che abbiamo ragione noi, come è successo sui dazi. Noi vogliamo semplicemente che le nostre proposte siano discusse senza che vengano prese come una sorta di boutade. Sempre meglio che stare a guardare in silenzio Bruxelles che, se ci va bene, taglierà i fondi al Mezzogiorno di quattro milioni di euro».
A proposito, cosa ne pensa del mancato accordo sul bilancio Ue 2007-2013?
«Non è solo il fallimento di un vertice ma dell’Ue. Possiamo dire che oggi (ieri per chi legge, ndr) l’Europa ha chiuso per fallimento».
Il Consiglio Ue ha deciso una pausa di riflessione sulla Costituzione. È d’accordo?
«Ancora una volta la Lega l’aveva detto. Subito dopo il “no” della Francia avevamo auspicato uno stop ma ci erano tutti saltati addosso. La verità è che questa Costituzione è solo un pezzo di carte senza significato. E se si vuole semplicemente rimandare il problema di qualche mese perdiamo solo tempo. Qui va ridiscussa l’intera governance europea».
Cioè?
«Il Parlamento europeo non fa le leggi e la Commissione è costituita da membri eletti dai singoli governi. E qui sta l’errore, perché l’esecutivo dell’Ue dovrebbe essere eletto dal popolo. Altrimenti l’unico governo che avrà l’Europa continuerà ad essere sempre quello della Banca centrale».
Secondo lei, quindi, va ridiscusso il modello di Europa?
«Certo. Serve un modello alternativo che prenda atto degli errori passati. E questo dirò nel mio intervento a Pontida, citando anche i testi di Miglio. Fermiamoci qui e imbocchiamo un’altra strada perché si è dimostrato che è impossibile far convivere gli Stati nazionali con un’Europa federale».
Prodi dice che l’Italia «è il grande malato dell’Europa».
«E lui ne è il responsabile perché ha determinato l’ingresso nell’euro nel modo e nel momento sbagliato».
Guardando alle cose italiane, è soddisfatto dell’esito del referendum sulla fecondazione?
«Direi di sì. Ho anche ricevuto la telefonata di Ruini che ha espresso le sue felicitazioni a Bossi per la posizione tenuta dalla Lega. Mi ha fatto piacere perché per noi è una cosa insolita. E dimostra anche la falsità delle cattive intenzioni attribuite alla Chiesa circa l’interesse alla ricostruzione del centro politico e di una nuova Dc».
adlberto.signore@ilgiornale.it

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