Maroni: bracciale solo se azzera le evasioni Alfano: rimpatri per stranieri condannati

Il ministro dell'Interno: &quot;Adotteremo il braccialetto elettronico solo se avrò le massime garanzie, altrimenti no. Dobbiamo costruire nuove carceri&quot;. <a href="/a.pic1?ID=288813" target="_blank"><strong>Il Guardasigilli Alfano</strong></a>: piano per far scontare in patria le condanne degli stranieri con pene fino a 2 anni

Cernobbio - Il braccialetto elettronico per i detenuti che hanno compiuto reati di minore gravità potrà essere introdotto "solo se si troverà una tecnologia adeguata per garantire al cento per cento la sicurezza". A sostenerlo, a margine del workshop Ambrosetti, è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Riferendosi ancora al braccialetto elettronico, Maroni ha poi aggiunto che "solo se avrò la garanzia che non ci saranno casi di evasione, che le evasioni saranno zero, lo attueremo, se no no". Il ministro dell'Interno ha poi ricordato di aver avuto "un incontro con il ministro della Giustizia Alfano per verificare due cose": la tecnologia per l'eventuale attuazione del braccialetto elettronico e l'ipotesi di rimpatrio di detenuti stranieri attraverso la strada di accordi bilaterali, per far scontare loro la pena nei paesi d'origine. "Il braccialetto elettronico - ha osservato ancora Maroni - é stato introdotto e ha funzionato in altri paesi, come in Francia, dove si è avuto zero evasioni" da parte di chi lo ha indossato. In Italia è stato fatto un esperimento nel 2001, ha proseguito Maroni, che non ha dato buoni risultati, per questo si dovrà verificare se vi saranno tecnologie in grado di garantire la sicurezza al cento per cento.

Rimpatrio dei detenuti stranieri Parlando, invece, del rimpatrio dei detenuti stranieri, Maroni ha sottolineato che a tale riguardo "ci sono accordi bilaterali" con paesi stranieri "ed è questa la strada che seguiremo" affinché scontino la pena nei loro paesi d'origine. Due accordi, ha osservato Maroni, "li abbiamo: uno con la Romania e uno con l'Albania, stiamo lavorando per garantire la loro applicazione", a patto che, anche in questo caso, vi sia la massima sicurezza perché se questa non c'é "allora è meglio che i detenuti stiano in carcere qui piuttosto che siano liberi in Europa". A giudizio di Maroni, comunque, solo questi due (braccialetto e rimpatrio) sono i casi in analisi: "tutto il resto non esiste, altre ipotesi non sono mai state discusse".

"Servono nuove carceri" Nella ricerca della sicurezza per i cittadini "la strada maestra è costruire nuove carceri", ha poi risposto a chi gli chiedeva un commento su quale fosse la via migliore per garantire sicurezza, alla luce del piano del governo, per ridurre il sovraffollamento nelle carceri, anticipato da "Repubblica". Nel considerare come via principale la costruzione di nuove carceri, Maroni non ha comunque escluso ipotesi come l' introduzione di un braccialetto elettronico all'indirizzo di detenuti per reati di minor gravità e l'eventuale rimpatrio di detenuti stranieri. Ipotesi tutte da valutare, a patto che garantiscano la sicurezza massima.