Maroni: "Da Bruxelles pressioni indebite"

Il ministro degli Interni: "Il 90% dei cittadini sono d'accordo con noi, non cederemo alle pressioni indebite dell'Ue". Confermato il reato di immigrazione clandestina: "Resta chi lavora". Un cpt in ogni regione

Roma - Sono "indebite" le pressioni che vengono da alcuni paesi europei al pacchetto sicurezza varato ieri dal governo. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni lasciando Palazzo Madama dove ha illustrato ai senatori della maggioranza le nuove misure governative. "Non intendiamo cedere di un millimetro - dice Maroni - a queste pressioni indebite". Il ministro ha inoltre annunciato l’aumento dei Cpt: "Attualmente i centri di permanenza temporanea sono 10, noi prevediamo che ce ne sia almeno uno in ogni regione".

Sul reato di immigrazione clandestina il responsabile del Viminale ha osservato che "è impossibile e assurdo pensare di distinguere fra le varie categorie sociali di immigrati. Se uno entra per lavorare ha gia un contratto di lavoro e quindi non è clandestino. Tutti gli altri evidentemente lo sono". Di fronte alle critiche che tutti i clandestini rischiano dunque il carcere, il ministro ha replicato: "La prima obiezione alla quale devo rispondere è quella dei cittadini e quella conta più di qualsiasi altra cosa. Poi perchè per il reato di immigrazione clandestina previsto in Francia e Germania e la sinistra non si strappa le vesti? Se lo fa qui, in Italia, è solo per ragioni ideologiche e per nessun’altra".

Ma sul reato di immigrazione clandestina sull’Unità l’ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha espresso un duro giudizio: "Una norma incivile, giuridicamente insostenibile, contraria ai principi europei. In più totalmente controproducente perché criminogena". Un nuovo attacco alla politica del Governo Berlusconi sulla sicurezza e sugli immigrati è venuto dal giornale "The Guardian": "I ministri del nuovo governo hanno accompagnato a questi terribili fatti la richiesta d’espulsione per i rom che delinquono e il ripristino dei controlli di frontiera, in violazione dell’accordo di Schengen".