Maroni: «Cercarono di ricattarmi ma risposi di no»

Roberto Maroni, citato nell'ordinanza della magistratura di Potenza sull'inchiesta sui vip per un eventuale tentativo di ricatto per alcune foto che lo ritraevano con una collaboratrice, ha raccontato ieri sera a «Matrix» che gli venne chiesto di acquistare quelle foto ma che rispose: «No, grazie». «Quasi ogni volta che vado in un ristorante al centro di Roma vedo tanti fotografi. Li saluto e non mi preoccupo, non avendo nulla da nascondere». Qualcosa di analogo accadde il 14 novembre 2006, proprio dopo un’apparizione in tv. «Non conosco Lele Mora, non l'ho mai sentito, ma penso si riferisse a queste foto. Mi hanno chiesto di comprarle, credo uno dei fotografi che era lì, ma ho risposto “no, grazie, ne ho già tante”. Un mese dopo le ho viste in prima pagina su Novella 2000». «In ogni caso - ha aggiunto - quelle foto non dicono nulla, è il servizio che dipinge una cosa che non c'è, con una malizia di pessimo gusto. La mia difesa comunque non è rintanarmi in casa, né andare a chiedere le foto». Il dibattito si è poi allargato anche ad altri scandali e inchieste. «La responsabilità - ha sottolineato Maroni - non si può attribuire ai giornalisti. Affittopoli, per esempio, se la prese anche con me quando ero ministro del Lavoro, ma alla fine anche per me risultò una inchiesta utile. Se sei un uomo pubblico, devi capire che corri certi rischi».