Maroni conferma: "Chi entra in Italia pagherà"

Roma «La tassa sul permesso di soggiorno resta». Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, conferma quanto già annunciato nei giorni scorsi da altri esponenti della Lega: gli extracomunitari dovranno pagare una tassa per ottenere il diritto a entrare e lavorare legalmente nel nostro Paese. Maroni assicura che sulla nuova formulazione dell’emendamento al ddl sulla sicurezza che prevede la tassa (già bocciato alla Camera e che ora verrà ripresentato al Senato) «c’è il pieno accordo della maggioranza». Eppure si sono chiaramente espressi contro questa ipotesi sia Silvio Berlusconi (che oltretutto sostiene di avere il sostegno del leader della Lega, Umberto Bossi), sia il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Maroni però spiega che sarebbe stato raggiunto una sorta di compromesso: nel nuovo emendamento non è precisata alcuna cifra e il contributo sarà stabilito successivamente con un decreto concertato fra Interno ed Economia. «Ma il principio viene affermato così come previsto», insiste Maroni. E in serata, nel corso di «un cordiale colloquio telefonico» c’è anche il chiarimento con il premier. Il titolare del Viminale spiega a Berlusconi che il contributo per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno sarà cosa diversa rispetto alla cosiddetta «tassa di soggiorno» già presentata dalla Lega. Si tratterà di un contributo, come quello già previsto nella maggior parte dei Paesi europei, per il rilascio dei permessi di importo variabile tra i 10 e i 400 euro. Una soluzione che permetterebbe al Carroccio di ottenere l’appoggio del resto della maggioranza.
Altre precisazioni sul fronte immigrazione sono poi arrivate da Maroni al termine di un incontro sul ddl sicurezza con il Guardasigilli, Angelino Alfano. Non sarà più un emendamento ma resterà come ordine del giorno la richiesta di dare uno stop temporaneo ai flussi di ingresso. A sostegno della tesi per cui il fabbisogno di nuova immigrazione andrebbe calando, Maroni segnala che, a fronte dei 150mila ingressi previsti dal decreto flussi, sono state registrate «soltanto 127mila domande», dunque 13mila in meno rispetto alle previsioni». Maroni è convinto che si tratti dei primi segnali di quella crisi economica che si farà sentire in modo pesante lungo tutto il 2009. Nel ddl sicurezza resterà comunque «il reato di immigrazione clandestina punito con una multa e con la sanzione accessoria dell’espulsione decisa dal giudice di pace che si somma all’eventuale espulsione ordinata dal questore», spiega Maroni.
Tra le novità anche l’intenzione del governo di costruire i nuovi Cie, i centri di identificazione ed espulsione, presso gli aeroporti in modo «da rendere più facili e immediati i rimpatri».
Sempre nel ddl sulla sicurezza, poi, con un emendamento del governo è stato previsto che i delinquenti abituali non potranno avere la patente di guida per la macchina né il patentino per i motorini. E se già ne sono in possesso potrà essere revocata dal prefetto. La sospensione della patente per auto e moto per un periodo fino a tre anni scatterà anche per chi sarà fermato mentre guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti.